Elezioni regionali 28-29 Marzo: un commento


Da qualsiasi parte le si guardi le Elezioni Regionali del 28e29 Marzo non possono essere considerateuna vittoria, almeno a Ceccano.
Esse sono infatti la dimostrazione di una consapevolezza insita in molti Ceccanesi: non abbiamo avuto rappresentanti in grado di portare in alto il nome della nostra Città, almeno con i fatti.

Sì i fatti, grandi assenti della nostra politica, che sostenta vecchia e stanca di parole irrigiditee stufe di uscire dalle bocche di tutti per poi mai trasformarsi in realtà.

Nessun rappresentante del nostro paese è stato eletto, e questo può anche capitare, ma la cosa piùimportante da sottolineare è che nessuno lo meritava o almeno ha dimostrato di meritarlo in questi anni, con i fatti intendo…perchè a parole c’è chi dice (erroneamente nel suo comizio di chiusura alla Madonna della Pace) di essere stato Presidente del Consiglio…bah…

Stiamo parlando di una politica che non si sforza di risolvere i problemi che aggrediscono il nostro territorio ma si vanta delle poche cose che è riuscita a fare, segno di mancanza di fiducia nelle proprie capacità e di lungimiranza, perchè come già detto dal mio amico Giovanni in questo blog:”lo statista pensa alle prossime generazioni, il politico alle prossime elezionie qui a Ceccano siamo tutti politici

Anche se servirebbero statisti

Perchè?
Beh..forse è più facile fare il politico che lo statista..

politico è chi dice che è un successo personale la vittoria d’altri d’indubbia popolarità;

politico è chi dice che è un successo personale aver preso 2.200 voti a Ceccano dopo averne presi alle Comunali 8.457;

politico è chi dice che l’astensione è frutto del caso Marrazzo.

Statista è chi prende atto della decisione del popolo e si rimbocca le maniche perchè sa che può e deve migliorare la propria città, il futuro della propria gente, dei propri figli;

Statista è chi non perde tempo in inutili e sofiste dispute sul risultato delle elezioni;

Statista è chi non gioca sulle disgrazie personali di un politico e che consideri l’astensionismoun insuccesso di tutta la politica e non come successo proprio e sconfitta d’altri.

Le elezioni sono passate è ora di iniziare a costruire il nostro futuro, io voglio essere con voi fabbro del mio, del nostro destino e non voglio vederlo oscurato dagli interessi di pochi, bensì voglio che risplenda del lavoro di tanti.

Ad Maiora

Gianluca  Popolla

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