Buschini: futuro o passato???


Così esordisce il candidato al consiglio regionale Buschini in visita a Ceccano per il suo tour elettorale:«Ceccano è sicuramente una delle città più significative per il nostro territorio su cui dobbiamo investire. È importante sottolineare come nell’ultima campagna elettorale Ceccano sia stata dipinta dal centrodestra come città della morte per la difficile situazione dell’inquinamento, ma, dopo aver vinto le elezioni, lo stesso centrodestra non si è occupato della vicenda. Credo, invece, che un risanamento ambientale sia necessario e possa favorire anche un rilancio industriale». Anche sulla vicenda dell’ospedale cittadino, Buschini difende l’operato del governo regionale uscente: «L’ospedale non è stato chiuso, ma esistono degli impegni che posso confermare per portare nella struttura fabraterna nuovi investimenti e un suo rilancio. L’ospedale ceccanese, infatti, farà parte di un sistema di cui a capo ci sarà il Dea di secondo livello di Frosinone, che aprirà a breve. Ceccano sarà sede di importanti servizi e reparti, come la Tac di nuova generazione. Voglio rassicurare i cittadini che quanto detto diventerà realtà molto presto». Buschini promette grande attenzione anche per la grave crisi occupazionale che ha coinvolto Ceccano, spiegando che «tutti gli sforzi che verranno prodotti dal centrosinistra avranno come obiettivo quello di creare nuova occupazione, mantenendo sempre alta l’attenzione nei confronti di chi ha perso o rischia di perdere il proprio posto di lavoro. Una risorsa importante potrà essere il turismo, per cui, ad esempio, i castelli della città dovranno entrare a far parte in un sistema turistico provinciale, cosa che fino ad ora l’amministrazione provinciale non ha fatto». Sicuramente si tratta di impegni importanti presi da parte del segretario provinciale del Pd. Ora i cittadini, dopo mesi d’incertezza su vicende delicate come quelle dell’ospedale e dell’ambiente, si aspettano risposte concrete, che non sempre sono arrivate dall’amministrazione uscente.

Qualche semplice domanda…

Da quanto tempo c’è l’amministrazione provinciale di centro-destra ??

Per quanto tempo c’è stata l’amministrazione provinciale di centro-sinistra ??

Poi, dal punto di vista regionale e comunale negli ultimi vent’anni quale parte politica ha avuto la maggioranza nei rispettivi consigli??(regionali e comunali)

Promesse o realtà? e se realtà perchè molte situazioni non sono state risolte o non si è provato a risolverle prima dalle amministrazioni di centro-sinistra??

Quelle di Buschini sembrano più parole di circostanza, senza convinzione, di routine…

Ricordiamoci che :

Buschini è lo stesso che all’indomani della vittoria alle elezioni comunali (2007)del centro sinistra affermò: “La vittoria di Ciotoli a Ceccano rimarca due aspetti decisivi: il primo è che il centro-sinistra sa governare e gli elettori glielo riconoscono.Il secondo, incastonato nella realtà provinciale,
è squisitamente politico e conferma la grande forza ed il grande radicamento del centro-sinistra a Ceccano.
Sono soddisfatto dei Ds che ancora una volta dimostrano la propria capacità di aggregazione e di governo della città”.

Buschini: la nuova o la vecchia politica?? il futuro o un passo indietro??

A voi la scelta…

Gianluca Popolla

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Intervista a Berlusconi- Un po’ di ironica fantapolitica – si scherza…


Profondo restyling per le politiche di governo. Basite le facce di D’Alema, Bersani e Franceschini, uscenti come in processione dal loft Quartier Generale del PD, sconcertati positivamente dalle dichiarazioni incomprensibili del Premier. In un’intervista già celebre concessa ieri dal Premier Silvio Berlusconi ad un parterre di giornalisti da lui convocati a Palazzo Grazioli, sono emerse considerazioni che hanno disorientato il Paese. Già al momento della notizia Ansa che così recitava: “Convocati personalmente dal Premier  a Palazzo  Grazioli per le quattro i giornalisti: Giorgio Bocca, Eugenio Scalfari, Curzio Maltese, Furio Colombo, Sansonetti , Gomez e Marco Travaglio”; si annuncia una “svolta epocale”.

Seduti comodamente sui divani già degni da altri ospiti come lo stesso Berlusconi dirà in seguito, inizia un fiume di confessioni e di decisioni improvvise ed inspiegabili fino al giorno prima. Esordisce il Cavaliere: “Prima di tutto vorrei scusarmi per tutto il fango che vi ho buttato addosso, con l’aiuto delle campagne montate a tavolino insieme a Vittorio Feltri, poi vorrei annunciare che non ricorrerò a nessuna norma  ad personam” Si interrompe rotto dal pianto provocato, forse, da un magico siero della verità e poi prosegue “Non credo che la Magistratura sia di parte e ho sbagliato a condannarla in blocco, tentando di limitare il lavoro che poteva svolgere con una operazione mediatica di facciata per dimostrare l’indimostrabile, lo ammetto, il Processo Breve è un insulto alla Costituzione, ai cittadini, ai magistrati, perché, insieme a tutti i provvedimenti nel campo della Giustizia, sono stati scritti dai miei avvocati con il solo scopo di salvarmi da sanzioni  penali che avrebbero compromesso la mia vita.”

Marco Travaglio, visibilmente scosso, interrompe le sue parole per una domanda; abituati a vederlo nei panni di preciso e pericoloso giornalista sugli scranni di Anno Zero, avremmo tutti in mente una requisitoria degna dell’editorialista del Fatto Quotidiano e invece lo scudiero di Santoro ci stupisce. Cravatta slacciata, fronte madida, mano alzata, pronuncia solo un semplice “Perché?”

Gli occhi di Silvio sono quelli di un uomo che ormai non ha più nulla da perdere, fissa il tappeto mentre risponde dicendo: “Ero in riunione con i capigruppo del PDL per decidere il da farsi qualora non fossero passati i provvedimenti sul processo breve e sul legittimo impedimento quando si alza Cicchitto e butta giù la sua idea, una fuga dall’Italia, per riparare nel protettorato della Libia (“sicurissimo” secondo lui), insomma chiedere l’asilo politico da latitante, come Bettino”

Gelo. Attimi interminabili di pausa. Poi va avanti:

“Il viaggio era pronto e anche la strategia mediatica da manovrare per  farmi sembrare un eroe. Avrei aspettato all’Estero il corso degli eventi, era più sicuro. Ero proprio in questa stanza, stavo per partire quando ho deciso di smetterla e contattarvi. Ecco tutto.”

Incredibili le parole del Premier che ha continuato facendo nomi, date, tirando fuori documenti inediti, buttando giù e ricostruendo almeno gli ultimi trent’anni di Storia italiana, facendo saltare, come birilli, le teste di tutti i capipopolo al soldo dei suoi progetti. Pronta la risposta del governo è arrivata, il Consiglio dei ministri riunito in una seduta straordinaria, ha dichiarato di volere l’”interdizione il prima possibile” per il Premier, onde evitare le dichiarazioni di un uomo “troppo stressato” vittima della “forte pressione che lo circonda da anni”.

“Nel tentativo di isolare le mie dichiarazioni e mettermi  momentaneamente all’angolo, i miei collaboratori hanno fatto male i loro conti, non mi fermo qui” Così esordisce, in risposta ai colonnelli del suo Partito, lo stesso sorridente Berlusconi che siamo abituati a vedere, in un discorso di quindici minuti trasmesso a reti unificate da Rai e da Mediaset, in cui ribadisce i temi dell’intervista, chiede “Scusa” agli Italiani e proclama le sue dimissioni da Capo del Governo e alla guida del Popolo delle Libertà.

Voci di corridoio parlano di un viavai di nomi che gli chiedono di ritrattare le sue affermazioni ed assecondare la linea dell’esaurimento nervoso, ma Silvio rimane ferreo nelle sue posizioni.

Stamattina Schifani, dopo il rifiuto di prendere le redini di un governo  ad interim di Gianfranco Fini, ha dichiarato che non ci saranno elezioni provocando, come è facile osservare in questi giorni, una vera e propria insurrezione popolare degna dei tempi di Mani Pulite.

Scrittori, giornalisti, studiosi, storici, sono impegnati a coniare ogni tipo di definizione per questa bufera di proporzioni inaudite. I programmi di approfondimento politico stanno impazzendo e con l’oro l’Italia.

 Tutti pronti naturalmente all’ultimo discorso del Premier previsto per domani.

 Siamo già nella Terza Repubblica? Lo scopriremo solo vivendo.

                                                                                        John Lilburne