Apologia: Da Socrate a Craxi


…Ricordi filosofici…
Apro oggi una rubrica che spero vi piaccia ispirato dal fatto che più mi guardo intorno e più vedo che la realtà a volte, non solo supera la fantasia, ma mi ricorda qualche momento letterario o filosofico che ho incontrato.

Ultimamente, riguardo al decennale della morte della “vittima sacrificale” Bettino Craxi, ex Presidente del Consiglio condannato da un Tribunale per finanziamenti illeciti al suo Partito, non potevo  evitare di raccontarvi la sua storia, in una salsa che, spero, non abbiate ancora assaggiato.

Benedetto Craxi, politico della Milano da bere, negli anni 80’ riesce in un grande e difficile progetto politico che lo porta per quattro anni a sedere sulla poltrona del Presidente del Consiglio, non senza meriti. Schiacciato profeticamente nella terribile triade del CAF (Craxi; Andreotti, allora Ministro degli Esteri e Forlani, vicepresidente) si impone come Presidente, appunto, in un’ardita manovra che lo porta ad essere il primo, in quel ruolo, di area socialista, sfruttando la perenne pretesa della DC di fare qualsiasi cosa per “tenere i comunisti fuori dal governo (secondo i disegni di Donat Cattin). Tiene per una legislatura e un quarto ( per colpa di una “staffetta”) , fa tante cose giuste e tanti errori, perde le elezioni, insomma un politico, ai posteri il giudizio sul suo operato; statista o ladro?semplicemente latitante.

Torniamo alla nostra breve cronistoria, scoppia lo scandalo di Tangentopoli ( i politici che prendono tangenti per qualsiasi tipo di favore), ci finisce in mezzo mezzo Parlamento; in mezzo alla ressa c’è proprio lui, Bettino Craxi, accusato di finanziamento illecito al suo Partito, è il 3 luglio 1992, in piedi dal suo scranno alla Camera, pronuncia un discorso storico, nel quale coinvolge tutto il Parlamento accusando tutti di essere stati finanziati per vie traverse, condannando coraggiosamente un male radicato e inammissibile  della nostra democrazia.

Ma fu vera gloria?

Gli avvisi di garanzia, le condanne, continuano ad arrivare, Craxi avrebbe avuto l’occasione di diventare da eroe del momento qual’era, un martire, un modello  e invece sceglie la via della latitanza per evitare una (forse verissima ma anche presunta) battaglia politico-giudiziaria nei suoi confronti, ritirandosi ad Hammamet in Tunisia.

E l’esempio mi sembra calzante e per questo ve lo propongo per quel poco che mi ricordo proponendovi una trattazione migliore della mia su:

http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/socrate/la-morte-di-socrate/

Un Socrate condannato dal suo Stato per aver corrotto i giovani di Atene si trova di fronte alla scelta: rinunciare alla filosofia, accettare l’esilio, abiurare oppure subire la condanna a morte con la tranquillità della sua forza, della sua battaglia già vinta nella fortuna delle sue parole marchiate sul muro della Storia. Socrate beve la cicuta e muore per le leggi del suo Stato, ma forse muore solo il suo corpo, mentre il suo spirito rimane immortale, campione della giustizia e della verità. Aveva ragione colui che diceva : “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. 

Erano di Paolo Borsellino queste parole, del dimenticato alfiere della giustizia (vedi Socrate) che avrebbe avuto la fortuna di compiere proprio nell’anniversario della morte di Craxi settant’anni. Ed è questa fatale coincidenza che consegna alla memoria storica l’ideale di Giustizia, che come una Araba Fenice mostra due volti per rinascere dalle ceneri di una scelta sbagliata.

Benedetto Craxi Benedetto Craxi detto Bettino (Milano, 24 febbraio1934Hammamet, 19 gennaio2000) – Politico.

Paolo Emanuele Borsellino (Palermo, 19 gennaio1940Palermo, 19 luglio1992) – un eroe

                                                                        Goiavnni Poreitta

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