Residui di speranza giovanile


Vivo in un mondo dove non è ancora vietato sognare, dove credere nelle proprie idee non è una semplice possibilità ma un dovere morale.  Ogni giovane che rifiuta di assistere alla decadenza che ci circonda sta commettendo un peccato irreparabile, un ignavia pericolosa più di quanto lo sia l’assenso o la voglia di combattere. Prendere coscienza dei cambiamenti, studiare ed informarsi, se non per cambiare, almeno per capire non può essere solo un hobby o una passione. Qualcuno potrebbe obiettare che non ha senso capire se non si può neanchè sperare di cambiare, e pessimista quale sono, mi sento di rispondere, a giusto titolo, che non dobbiamo proiettare le nostre previsioni verso il futuro ma verso il presente. Principalmente perchè l’uomo è fallibile, gli mancano i requisiti logici per prevedere esattamente cio che verrà ( per esempio, non è onnisciente), ed in secondo luogo perchè è una tentazione facile quella di affidarsi ad un progetto tanto difficile quanto lontano, anche in senso negativo. Parlare di un apocalisse terrificante o di un paradiso terrestre è pericoloso perchè si perde di vista il presente, ed è quello l’unico momento che abbiamo l’occasione di vivere; naturalmente, per quanto riguarda noi giovani, con un pizzico di interesse in più.

Il presente, putroppo, non è idealizzabile, si costruisce secondo degli ideali. Si tratta del cavallo che cerca la carota davanti al suo naso e, credendo di avvicinarsi ad essa, si muove e sposta materialmente un carretto, lo spinge così come noi dobbiamo spingere questo mondo e questa città.

Certo, il tutto secondo le nostre possibilità, questo è l’inganno dell’oggi, ci siamo noi e il mondo e conta solo quello che facciamo. Insomma siamo limitati ma non ci arrendiamo, perchè crediamo che tutto sia migliorabile e non perfettibile, e lo dimostreremo passo dopo passo, secondo il ritmo e la camminata che il nostro fisico ci permette.

                                                                                              Giovanni Proietta

Apologia: Da Socrate a Craxi


…Ricordi filosofici…
Apro oggi una rubrica che spero vi piaccia ispirato dal fatto che più mi guardo intorno e più vedo che la realtà a volte, non solo supera la fantasia, ma mi ricorda qualche momento letterario o filosofico che ho incontrato.

Ultimamente, riguardo al decennale della morte della “vittima sacrificale” Bettino Craxi, ex Presidente del Consiglio condannato da un Tribunale per finanziamenti illeciti al suo Partito, non potevo  evitare di raccontarvi la sua storia, in una salsa che, spero, non abbiate ancora assaggiato.

Benedetto Craxi, politico della Milano da bere, negli anni 80’ riesce in un grande e difficile progetto politico che lo porta per quattro anni a sedere sulla poltrona del Presidente del Consiglio, non senza meriti. Schiacciato profeticamente nella terribile triade del CAF (Craxi; Andreotti, allora Ministro degli Esteri e Forlani, vicepresidente) si impone come Presidente, appunto, in un’ardita manovra che lo porta ad essere il primo, in quel ruolo, di area socialista, sfruttando la perenne pretesa della DC di fare qualsiasi cosa per “tenere i comunisti fuori dal governo (secondo i disegni di Donat Cattin). Tiene per una legislatura e un quarto ( per colpa di una “staffetta”) , fa tante cose giuste e tanti errori, perde le elezioni, insomma un politico, ai posteri il giudizio sul suo operato; statista o ladro?semplicemente latitante.

Torniamo alla nostra breve cronistoria, scoppia lo scandalo di Tangentopoli ( i politici che prendono tangenti per qualsiasi tipo di favore), ci finisce in mezzo mezzo Parlamento; in mezzo alla ressa c’è proprio lui, Bettino Craxi, accusato di finanziamento illecito al suo Partito, è il 3 luglio 1992, in piedi dal suo scranno alla Camera, pronuncia un discorso storico, nel quale coinvolge tutto il Parlamento accusando tutti di essere stati finanziati per vie traverse, condannando coraggiosamente un male radicato e inammissibile  della nostra democrazia.

Ma fu vera gloria?

Gli avvisi di garanzia, le condanne, continuano ad arrivare, Craxi avrebbe avuto l’occasione di diventare da eroe del momento qual’era, un martire, un modello  e invece sceglie la via della latitanza per evitare una (forse verissima ma anche presunta) battaglia politico-giudiziaria nei suoi confronti, ritirandosi ad Hammamet in Tunisia.

E l’esempio mi sembra calzante e per questo ve lo propongo per quel poco che mi ricordo proponendovi una trattazione migliore della mia su:

http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/socrate/la-morte-di-socrate/

Un Socrate condannato dal suo Stato per aver corrotto i giovani di Atene si trova di fronte alla scelta: rinunciare alla filosofia, accettare l’esilio, abiurare oppure subire la condanna a morte con la tranquillità della sua forza, della sua battaglia già vinta nella fortuna delle sue parole marchiate sul muro della Storia. Socrate beve la cicuta e muore per le leggi del suo Stato, ma forse muore solo il suo corpo, mentre il suo spirito rimane immortale, campione della giustizia e della verità. Aveva ragione colui che diceva : “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. 

Erano di Paolo Borsellino queste parole, del dimenticato alfiere della giustizia (vedi Socrate) che avrebbe avuto la fortuna di compiere proprio nell’anniversario della morte di Craxi settant’anni. Ed è questa fatale coincidenza che consegna alla memoria storica l’ideale di Giustizia, che come una Araba Fenice mostra due volti per rinascere dalle ceneri di una scelta sbagliata.

Benedetto Craxi Benedetto Craxi detto Bettino (Milano, 24 febbraio1934Hammamet, 19 gennaio2000) – Politico.

Paolo Emanuele Borsellino (Palermo, 19 gennaio1940Palermo, 19 luglio1992) – un eroe

                                                                        Goiavnni Poreitta

L’inesistenza dei partiti giovanili di sinistra…


Premetto che per mia opinione,  soprattutto a livello comunale i partiti giovanili non dovrebbero dipendere dai partiti degli adulti…

Cari lettori,

molte volte su questo blog abbiamo parlato di futuro, delle sfide che si dovranno affrontaere e che saranno un crocevia fondamentale per la qualità della nostra vita futura.

Sfide difficili, ignorate da una mentalità vecchia e ben radicata a Ceccano di cui l’emblema è l’Amministrazione Comunale, se non in teoria (ne dubito..) sicuramente nella pratica che ci consegna una città scialba, smorta e che per di più da pochi sentori di risveglio.

Purtroppo c’è una gravissima defezione nel “settore giovanile” della nostra politica: quella dei partiti di sinistra.

Mancanza che non è possibile omettere, mancanza che mi rammarica e rammarica in particolare tutti quei ragazzi di orientamento democratico (Pd o sinistra per capirci) che guardano sconsolati l’immobilità o forse meglio l’impossibilità di movimento, di azione di tali partiti giovanili.

Una mancanza di per sè inaccettabile e che diventa ancor più evidente nella situazione degradata e degradante in cui vige la cittadina ceccanese.

Una mancanza che non può essere assolutamente giustificata con la tipica e cinica argomentazione per la quale, essendo al governo partiti di centro-sinistra, allora i corrispettivi partiti giovanili debbano restare immobili di fronte a tanto scempio.

Anche se i fatti dicono il contrario.

Infatti nonostante l’emergenza che non stiamo e, ripeto, non stiamo affrontando, non è mai partita da loro un’iniziativa per sollecitare il comune a compiere il proprio dovere o comunque una qualsiasi campagna di sensibilizzazione su questioni gravi quanto importanti che ogni giorno colpiscono il nostro territorio e l’orgoglio di volenterosi conterranei.

A questo punto c’è da chiedersi cosa sia più importante  di dire la propria sul proprio futuro, a che pro tacere davanti ai tanti problemi irrisolti di Ceccano?

Può forse essere la promessa di un futuro posto nell’Amministrazione un risarcimento per esonerarsi dal confrontarsi con questi problemi?

E se fosse davvero così, possono ventimila e più persone veder compromesso il proprio futuro per il bene di pochi ?

A parte queste ultime due, spero evidenti, provocazioni è inammissibile privare la nostra comunità di un apporto fondamentale quale quello dei partiti giovanili di sinistra e di tutti quei ragazzi affini al Pd, e pieni di idee per Ceccano, che non si sentono rappresentati nè dall’Amministrazione, nè da tali partiti..

E’ dovere di tali partiti raccogliere idee che possono senz’altro essere vitali per la nostra comunità..(basta cercare..)

La speranza è che siano i giovani esempio per i più grandi e non viceversa…