Le perfette parole di Giorgio Napolitano – L’Acme della Crisi


In un’intervista rilasciata al Tg2 sull’attentato al Premier Silvio Berlusconi, Giorgio Napolitano è riuscito nella difficile impresa che oggi, da solo, volevo impormi: cercare di dire la mia su questo fatto; Il nostro Presidente dice al giornalista Mario Orfeo:

Dopo quello che è accaduto ieri sera a Milano sono costretto a ripeterlo. E’ stato aggredito e ferito il Presidente del Consiglio, e anche se risulterà essersi trattato del gesto di uno squilibrato dobbiamo esserne tutti egualmente allarmati. E quando dico tutti intendo tutti gli italiani che credono nella democrazia e che vogliono veder garantita nel nostro paese una pacifica convivenza civile. Dunque il senso delle mie dichiarazioni di ieri sera è: impediamo subito, risolutamente, che rinascano forme di violenza che l’Italia, in un passato non lontano, ha già conosciuto e duramente pagato.

Il mio appello è rivolto a tutti in nome di un dovere di imparzialità che io ho sempre rispettato e sono deciso a rispettare. E in questo momento davvero non ha senso che gli uni diano le colpe agli altri per il clima che si è creato. La verità è che se si ha un senso della comune responsabilità, si deve tornare a un normale, civile confronto tra le diverse parti politiche e tra le diverse istituzioni. Bisogna rispettarsi reciprocamente. Bisogna misurare le parole, dovunque si parli, pesare i giudizi e non estremizzarli. Si parli nelle piazze, si parli nei congressi di partito, si parli alla televisione.
Faccia ciascuno la sua parte, e resti nei limiti del proprio ruolo. Il paese deve essere governato serenamente, per vedere affrontati i suoi tanti problemi. All’opposizione tocca, ed è una funzione essenziale in un sistema democratico, controllare, criticare, proporre, con tenacia, in un Parlamento che come dice la Costituzione è eletto per cinque anni. Non si alimentino tensioni né, da una parte, cercando scorciatoie, né, dall’altra parte, vedendo complotti anziché riconoscere dissensi.
Ripeto: ciascuno faccia la sua parte, restando nei limiti del proprio ruolo, che sono fissati in Costituzione: la politica, e dunque il governo, l’opposizione; la giustizia, e dunque gli organi preposti all’attività giudiziaria.

Un uomo della levatura politica di Giorgio Napolitano è riuscito ad individuare la chiave di volta della questione; basta con le condanne e gli urli, si al dialogo: una regola bella quanto inutilizzata nell’universo politico italiano.

Non posso non esimermi da giudizi di merito: se guardo al PD vedo un Bersani diverso dal Bersani di qualche anno fa, pronto a parlare di incostituzionalità del Lodo Alfano senza bollarlo come “una porcata”,  vedo un partito dai toni finalmente bassi, come aveva profetizzato Veltroni. E dall’altra parte?

Vedo un leader sfacciatamente anticostituzionale che ha messo la politica al suo servizio e che, mentre prova a far entrare nella sua corte lo Stato Italiano , non disdegna di raccontare agli Italiani una favola da gusto retrò: chi mi contraddice dice bugie!-

La Magistratura prova a resistere ad “un leone che è pronto a graffiare” come lo ha definito il portavoce Bonaiuti ma viene bollata come di parte e gli Italiani ci credono fino ad arrivare all’assurdo che sia diffusa l’idea distorta secondo cui le Istituzioni sono tutte una cazzata, convertibili con facilità in fumo impotente, sempre alle calcagna degli onesti e dei giusti.

Potrei dire altro, potrei dire che mi fanno schifo le agiografie che mi tocca non solo leggere sui giornali che compro di mia volontà ( Vedi l’articolo di cronaca sul Corriere in cui vengono descritte scene degne di un film), ma devo trovarmi sulla Televisione di Stato una condanna ormai perenne ( e per questo inascoltata) a Di Pietro, accompagnata da molti, giustissimi atti di solidariietà al Premier, senza che nessuno si occupi di capire il gesto!!! Mentro tutti sono pronti a porre alla nostra attenzione i terribili Gruppi di Facebook!! Svegliamoci gente, non permettiamo, o almeno io non lo farò, di farci raccontare balle gonfiate ad arte. Il dualismo delle opinioni della maggioranza mostra tutta la sua base decadente nelle dichiarazioni di Bonaiuti, che come ho detto, recita il suo panegirico, contrapposte a quelle del Dottor Zangrillo, medico del Premier, che parla di effetti ben più gravi del previsto su un uomo che ( anche se spesso lo dimentichiamo) ha più di settan’anni.

Dov’è la verità? Sparita.

Un’altra cosa non mi è chiara, una cosa che sembra sott’intesa nei tanti servizi che ho visto questa sera: a quanto pare l’aggressore, Massimo Tartaglia, è sia un pazzo da manicomio, sia un sicario della sinistra pagato chissà quanti rubli dalla nomenklatura del Cremlino. La verità? Ancora latitante.

Può essere che solo io in Italia mi chiedo il perchè di questo gesto??? Rifletto sulle sue conseguenze??? Evidentemente la maggioranza, non vuole capire che questa volta dissimulare tutto con le solite parole, i soliti gesti, è una mossa controproducente. Un uomo attenta alla vita di un Premier ( dopo qualche ora infatti Maroni ci ha illuminati dicendo ” Ha rischiato di essere ucciso”) e tutti ci preoccupiamo di buttarla sul faceto, su facebook, sulla pazzia dell’attentatore;

anzi,

non finisce qui perchè la maggioranza ha colto l’occasione per l’estremo gesto di eleganza: iniziare a sfruttare politicamente la cosa; non solo quello che era prima un buffetto dato con amore, diventa contemporaneamente una sventagliata di kalashnikoff, ma c’è chi come la Gelmini, in un angolino della terza pagina del Corriere coglie l’occasione di dire la sua rispondendo alla domanda :

Diceva che non si possono più accettare le contestazioni?

“Si.Penso ci voglia un disegno di legge che sanzioni in maniera decisa certi comportamenti. E’ impensabile che non si possa più svolgere una manifestazione.”

Ci prepariamo al peggio.

Mi scuso di avervi pesantemente annoiato ma ci tenevo a farlo, il mio è uno sfogo che attendeva da tempo.

                                                                  Giovanni Proietta

                                     Orgoglioso di essere nato in un paese dove c’è la

                                     libertà di pensiero e di dissenso; dove non c’è

                                   la libertà di dire quello che si vuole sul Capo dello Stato

                                    sulla Costituzione, sulla Giustizia, dove c’è la possibilità

                                 (basta volerlo) di non essere presi in giro

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One thought on “Le perfette parole di Giorgio Napolitano – L’Acme della Crisi

  1. Parto col dire caro Gio, che quello che è avvenuto l’altro giorno è un atto gravissimo e che non augurerei neanche al mio peggior nemico..
    Non si può che esprimere solidarietà nei confronti del Presidente del Consiglio per l’atto violento subito nel tardo pomeriggio e ne va dell’onestà intellettuale di tutti noi…
    «Io non voglio che ci sia mai violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza» è quello che ha affermato Rosy Bindi che poi non ha potuto che ritrattare anche grazie all’intervento dell’ineccepibile Bersani..
    Su questo io penso che dobbiamo riflettere: secondo me la Bindi ha perso un occasione per stare zitta, nel senso che le sue parole sono del tutto inappropriate se non addirittura giustificatrici dell’atto violento terminando poi con un irridente:”Il premier non faccia la vittima”..cose dell’altro Mondo…se “il Premier confonde la sovranità popolare con l’immunità” ed in questo è evidente che sbagli, in questo caso si sta confondendo l’etica personale con la condotta politica ,soprattutto in tema di giustizia, deprecabile..
    Se il Pdl ha usato la cosa politicamente come dici te, cosa che condivido, la sinistra e parte del Pd ha fatto del tutto per ricordare gli errori politici del Premier anche in una situazione come questa in cui servirebbe unità e concordia mettendo per una volta in secondo piano le vicende politiche..
    Sbaglia il Pd, sbaglia il Pdl, sbaglia la sinistra ed il comportamento che ritengo più giusto sia quello di Veltroni, sia quello di Rutelli ( forse il vero Pd), ma anche del Presidente Bersani e del leader centrista Casini…
    Se veramente si crede nella politica attuata non si ha paura di “essere ipocriti” , come qualcuno afferma, dando totale solidarietà al Premier perchè si rispetta quella norma etica per la quale “la violenza non è mai una risposta” e non la si può giustificare neanche se vien fatta nei confronti del più acerrimo nemico..
    Poi all’interno del campo politico è giusto che ognuno abbia idee proprie e differenti e disponga del massimo delle sue forze per sostenerle ed attuarle…
    I siti web sono atti ignobili che non meriterebbero alcun commento, atti di odio puro ed incondizionato che non possono essere giustificati in nessun modo…mi chiedo se stiamo remando tutti nella stessa direzione oppure che nei sotterranei della nostra coscienza si sia contenti di quello che è successo e che se magari la vicenda fosse stata più grave o con effetti irreparabili molti di noi sarebberro stati più contenti…chi per essersi tolti un peso altrimenti inestinguibile, chi per aver tratto da ciò una campagna elettorale imbattibile…
    Non è questa la direzione giusta Berlusconi potrà anche passare e prima o poi avverrà…perchè la natura non fa i salti, ma questo modo di fare politca no…odiando le persone si ottiene altro odio e questo è il circolo vizioso in cui stiamo finendo, la politica che nel senso più nobile dovrebbe essere un confronto che spinga nel fare meglio dell’altro si sta rivelando l’esatto contrario: un inesorabile conflitto che tende all’eliminazione del confronto…

    Is This The Nation We Created???

    Gianluca Popolla

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