Una risposta al mio Croc-infisso


mi presento sono alessandro frequento il IIIE, volevo commentare il tuo articolo dicendo che hai ragione sul fatto che solo adesso si parla di crocefisso in quanto la sua privazione,quindi la nostra non libertà di pensiero,ha suscitato tra gli studenti accesi diverbi che hanno interessato me,in prima persona,quando in campagna elettorale ho deciso di discutere questo tema! penso che per parlare di tradizioni c’è bisogno di una storia,una storia che nella nostra nazione ha sempre considerato la religione come qualcosa di essenziale. è innutile citare le leggi ,le regole e le battaglie che l’ITALIA ha dovuto subire per difendere le nostra terra e la nostra religione che non può essere esclusa dai nostri valori. io non voglio rinunciare a quello in cui credo e a quello in cui i miei antenati hanno sepre creduto! CROC-INFISSO come dici tu! se la pensi così mi permetto di dirti che sbagli e che un futuro migliore si costruisce sugli errori e sulle cose buone fatte in passato e non credo che difemdere la religone sia un errore! se non credi ,il crocifisso non dovrebbe darti problemi! è un immagine che per chi non crede non dovrebbe suscitare nessuna emozione e quindi nessun problema dovrebbe sorgere riguardo ciò! allora mi viene da pensare che la religione è solo un pretesto e forse solo l’inizio per segnare la fine di quello in cui crediamo!!!! ne lliceo ormai molte classi hanno appeso il crocefisso e io mi batterò insieme al mio gruppo di ragazzi che la pensano come me per fare in modo che questo simbolo non venga escluso dalla nostra vita quotidiana! ti saluto con un grande abbraccio

alessandro sorrentino

La mia risposta:

La mia critica è su base logica più che su base culturale; se per uno che non crede, come hai detto, il crocifisso non vale più niente e se così è (ma questa è solo una mia considerazione) per la maggiorparte degli italiani, cattolici finti e non, allora qual’è il senso di tenerlo in classe. Tutto qua. Tu sei stato coraggioso a fare la scelta della difesa di quel simbolo, non mi troverai d’accordo, ma oggi è più coraggioso rifugiarsi dietro un ateismo strisciante che credere in una religione.

Penso di stupirti se ti dico che sono credente, che sono cristiano, ma è così, il problema è che quando guardo alla Storia dell’ITALIA e della Chiesa ci sono pagine che proprio non condivido, il Fascismo, la Mafia, l’Inquisizione, la persecuzione degli intellettuali, momenti storici che mi insegnano a diffidare da chi mi dice di avere tutta la verità, a chi propone la sua idea come dominante ed unica; credo che la democrazia sia proprio il trionfo dell’impossibilità di proporre agli altri verità infuse e che la sua figlia più ilustre sia la libertà di pensiero, una libertà che è tutelata ahiVoi, solo dalla laicità. La libertà di dire Si o No al Crocifisso…..non quella di dire forse e lasciarlo nelle classi come l’ultimo residuo di uno Stato Confessionale che, di certo non per colpa mia, non è più principale nella vita degli uomini, anzi ne occupa, una sempre più piccola parte …personale.

                                                                     Giovanni Proietta 

“La democrazia nasce quando i poveri dopo aver riportata vittoria, ammazzano alcuni avversari…. e dividono con i rimanenti, a condizione di parità, il governo e le cariche pubbliche” Platone – e voi?

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One thought on “Una risposta al mio Croc-infisso

  1. Buongiorno….mi permetto di rispondere e di intromettermi nella discussione. Io penso Alessandro che l’Italia ggi come oggi nn deve difendere niente da nessuno in quanto mi sembra di vivere in un Paese abbastanza democratico se per democrazia si intende non poter usufruire di una libera informazione attraverso i media, non poter processare più i politici mafiosi ecc… Io penso che l’Italia non deve combattere il ragazzo musulmano che chiede di togliere dalla sua aula un crecifisso che la maggior parte d noi italiani cattolici non sa neanche cm è fatto o cosa significa la sila sul crocifisso impressa ma deve combattere ben altre cose più importanti di un simbolo che di certo non esprime la no nostra librtà di pensiero. La libertà di pensiero è ben altra cosa, la libertà di pensiero è anche chiamare un crocifisso “croc-infisso” ad esempio, la libertà di pensiero è anche il non voler vedere simboli religiosi che permettimi non identificano una nazione o un Paese laico…laico. Vedi la nostra stoia non sono le Crociate o almeno a me non piace ricordare la storia italiana sotto quel profilo perchè se condaniamo la guerra santa musulmana allora condanniamo anche le crociate per cortesia almeno per onestà intellettuale. La nostra storia non è il papa che vuole in crocifisso, che vieta i preservativi in Africa, che si schiera contro gli omosessuali considerandoli degenerati e quindi violando anche il loro essere persone… la nostra storia per fortuna non è questa. La nostra storia si basa su personaggi illustri come Dante, Petrarca, Leopardi, San Francesco, Verdi, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Giordano Bruno, Garibaldi, Mazzini… (scusate se passo da un periodo storico all’altro).
    Vedi Alessandro io sono cristiana cattolica, poco praticante perchè nn credo nella Chiesa come istituzione, come macchina che vuole spegnere le coscienze critiche di quelle poche persone rimaste in grado di ragionare (ma questo è un mio mero pensiero), ma credo fortemente in Dio e penso che Gesù di Nazareth non “Gesù di Roma” (ecco perchè dico che il crocifisso non è la nostra storia o peggio ancora la storia della nostra nazione) sia il finito che si incrocia con l’infinito quindi pensa un pò quanto valore abbia per me questo personaggio se così lo vogliamo chiamare. Io ho un quadro in legno molto grande nella mia cameretta e ogni volta che vi entro lo guardo, lo contemplo… tutto ciò lo faccio per me, perchè sn io che ho bisogo di Cristo di sentirlo vicino a me, non lo faccio per far vedere che sono cattolica non serve a nulla credimi. Per me o il crocifisso in aula c’è o non c’è non mi cambia la vita, Dio è ovunque e se lo ami e credi in lui non ci sono simboli che tengano. Se fossi al governo proporrei di togliere qualsiasi simbolo per lasciare spazio alla creatività degli alunni e degli writers sulle pareti della aule oppure di mettere tutti i simboli religiosi:il crocifisso, il candelabro a sette bracci e così via..o tutti o nessuno perchè secondo l’art.8 della Costituzione “tutte le confessioni relgiose sono egualmete libere davanti alla legge”. E poi in ultimo vorrei rispondere al fatto che tu dici che il crocifisso è la storia della nostra nazione ma a me non sembra affatto, Gesù si è battuto ed è morto per il prossimo per noi, amava i poveri, i lebbrosi “i diversi”, i ladri, gli assassini, gli esseri umani in generale ora la domanda qui sorge spontanea dove erano il crocifisso e Gesù quando dall’Italia partivano i vagoni piombati pieni di persone mandate a morire chissà in quale campo di concentramento??? Io la risposta vorrei tanto darla ma sarebbe un mio pensiero e dato che dobbiamo difendere come detto la libertà di pensiero voglio dirlo. Il crocifisso e Gesù non c’erano, non esistevano perchè se solo una persona si fosse accorta che stavano morendo degli innocenti delle persone degli esseri umani che Gesù aveva detto di amare sicuramente tutto ciò non sarebbe mai accaduto ma evidentemente la storia della nostra nazione come la storia di altre nazioni non è il crocifisso nè Gesù nè il Cattolicesimo nè il Cristianesimo ma le barbarie che ogni giorno da quando l’uomo ha messo piede sulla terra fino ad oggi 09/12/2009 sono state compiute… Per suggellare il mio discorso la frase più adatta è “sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo” (Uomo del mio tempo, Salvatore Quasimodo), per cui non nascondiamoci dietro un crocifisso cerchiamo invece di osservare e di viviere nella realtà per quello che è senza idealizzare nulla.
    Natascia Pizzuti

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