“Quelli di Castel Sindici” rispondono all’augurio di Natale del Primo Cittadino


Ceccano – 27/12/09

Tra le cose pubblicate sul sito del Comune di Ceccano, potete trovare gli auguri che il Sindaco ha indirizzato a Noi Cittadini. Dopo la brutale esperienza nei meandri della burocrazia muta ceccanese, nell’indifferenza generale che ha avvolto la nostra sfortunata quanto giusta battaglia per compiere il sacrosanto dovere civico di tenere pulito il paese che amiamo, ho trovato stonate alcune parole, seppure riferite ad altri contesti, presentio nelle parole di Antonio Ciotoli. Parlando del ritiro degli aumenti retroattivi delle tariffe idriche infatti dice:

Penso di essere stato così interprete, e dunque voce, delle attese e delle richieste della mia cittadinanza […]

Il mio operato vive e si nutre da sempre della convinzione che il migliore dei propositi sia sempre quello che alla fine si concretizzi nella risoluzione positiva delle esigenze della cittadinanza […]”.

I conti non tornano, o meglio, tornano se penso a più di tre mesi fa quando, dopo il clamore del nostro gesto, siamo stati accolti in pompa magna nella Sala Consiliare per un dialogo meraviglioso.  E poi? Ai posteri l’ardua sentenza.

Non è nel nostro interesse montare una polemica soprattutto perchè ormai non ci interessano più le parole, i cenni del capo, la disponibilità ostentata, le promesse, le bugie, noi ci interessiamo ad i fatti, ed è un fatto innegabile che un gruppo di Ragazzi con tanta buona volontà, senza il “Mito della Guerra a Ciotoli” (infatti ci terrei a sottolineare che non abbiamo partecipato alla nota Manifestazione del 19 dicembre), hanno imparato ad essere sfiduciati nei confronti del loro futuro, non potendo cambiare praticamente nulla.

Abbiamo gironzolato per mesi in corridoi vuoti, ignari partecipanti ad un pessimo gioco del Nascondino, della delega, del sorriso beffardo di chi pensa di sapere che non combineremo niente.

E invece no, con tutte le porte chiuse un’ultima strategia ci è rimasta e la stiamo mettendo in atto, lentamente, al ritmo che avete dettato voi, quella della sensibilizzazione, come la mattina della Vigilia di Natale, quando un’ironica truppa di Babbi Natale ha distribuito volantini per la città,parlando, ascoltando pareri, senza scoraggiarsi davanti all’indifferenza di qualcuno, distribuendo le nostre parole e facendo un pizzico di servizio pubblico, dato che tra i nostri fogli c’era anche il “Programma del Piano Triennale dei lavori Pubblici 2010-2012” che tutti potete consultare sul sito del Comune. E non ci arrendiamo, anzi, continuiamo a combattere con i pochi mezzi che abbiamo, tanto per farlo sapere.

                                                                                                         GioP

                                                                                                  Comitato Ceccano Viva

Buone notizie…


Cari lettori,

il nostro comunicato è stato pubblicato su DgTvOnline ed è per noi un grande successo che ci spinge nel continuare a far sentire la nostra voce nella speranza di un cambiamento della politica e dell’avvicinamento o meglio del riavvicinamento ad essa delle persone deluse dai giochi di potere..

Ecco a voi il link:

http://www.dgtvonline.com/2009/12/manifestazione-davanti-a-castel-sindicifr/

Gianluca   Popolla

…Anthem-parte2


5settembre 2009-24dicembre 2009

(Vi avevo lasciato col dubbio…è possibile che la politica di una cittadina di circa 25oo0 abitanti possa essere così importante?)

Ma se pensiamo alle persone che ogni giorno muoiono per l’inquinamento del nostro fiume Sacco, alla presenza di sostanze nocive nell’acqua che sgorga dai nostri rubinetti, acqua con la quale cuciniamo, ci laviamo o addirittura beviamo; per non parlare delle discariche a cielo aperto (Castel Sindici e il Parco di Monte Siserno) e di coperture in amianio che nessuno provvede a smantellare.

Adesso, vi sembrano ancora pesanti le mie parole?

Vi sembrano tali parole inopportune ?

Potrei aggiungere il caso Annunziata, ormai un abitudinario del genere, ma di certo la situazione non cambierebbe: essenziale è il concetto.

Pensiamo che quando si parli di politicae si faccia politica non si possa prendere tale impegno alla leggera, inutile dire che quando con lo strumento politico si possano evitare suddette circostanze, queste si debbano evitare: non si può giocare con le vite umane.

Come non si può giocare con noi: dopo tre mesi e svariate visite al Comune, dal V Settore all’Ufficio del Sindaco, nonostante le ripetute promesse dell’Amministrazione siamo ancora qui 24 Dicembre a chiedere il permesso di pulire il viale del Castello e ancora niente.

Bugie, rinvii, promesse e ancora bugie e solo per pulire un vialetto: diamo proprio così fastidio??

Se la risposta è sì vogliamo far sapere che continueremo a darlo…

Forse ci preferiscono alcolizzati, forse ci preferiscono disinteressati, ma per quanto ci riguarda non li accontenteremo.

Gianluca Popolla

…Anthem-parte 1


5 settembre 2009-24dicembre 2009

(questa è la prima parte di un discorso sulla nostra situazione politica: se vi interessa e volete continuare a leggerlo a breve pubblicherò la seconda parte…)

Forse qualcuno ci preferirebbe alcolizzati o in preda alle facili alquanto labili ed aberranti scelte “della nostra età”, forse qualcuno preferirebbe che in noi ci fosse quel disinteresse tipico della gran parte dei giovani nei confronti di quella politica che non ci appartiene e non si fa neanche nulla per renderla appetibile ai nostri occhi.

Ma non è così.

Sappiamo che le scelte difficili, sebbene siano le più faticose, saranno per noi oggetto di gioia e godimento; sappiamo che la nostra vita non è racchiusa in una bottiglia o in una lattina di 33cl, poichè essa è dentro di noi ed ha un contenitore ben ampio che è la nostra mente, il nostro cuore: la nostra anima.

No, non siamo quei giovani che si disinteressano della politica perchè “tanto tutti i poltici si fanno gli affari loro e noi non ci guadagniamo niente”, perchè sappiamo bene che il nostro futuro e quello dei nostri figli non può non passare per l’esercizio di un diritto/dovere fondamentale: quello di una cittadinanza attiva.

Certo, non si sta facendo nulla per renderci la politica un’amica o almeno una conoscente con cui instaurare quel rapporto dal quale le nostre condizioni di vita dipendono imprescindibilmente.

Forse le mie parole potranno sembrarvi inopportune o addirittura esanti, in fondo si sta parlando delle vicende politiche di un piccolo comune di circa 25000 persone.

FINE  PRIMA PARTE

E’ COSI’ OPPURE NO ???

SE LE PAROLE VI SEMBRANO INOPPORTUNE POTETE EVITARVI LA SECONDA PARTE, ALTRIMENTI BUONA LETTURA!!!

Consigli di lettura (anche per Gianluca)


Io confesso…di Marco Travaglio…

Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando. Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo.

E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale.

Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore). Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi che dà dei “coglioni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei “golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone.

Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunetta per dire che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”?

Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione. Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli “mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti? Quel diavolo di Peter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi.

Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così. (Il Fatto Quotidiano del 15 Dic. 2009)

http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391124

Is this the Nation we created ???


Parto col dire caro Gio, che quello che è avvenuto l’altro giorno è un atto gravissimo e che non augurerei neanche al mio peggior nemico..
Non si può che esprimere solidarietà nei confronti del Presidente del Consiglio per l’atto violento subito nel tardo pomeriggio e ne va dell’onestà intellettuale di tutti noi…
«Io non voglio che ci sia mai violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza» è quello che ha affermato Rosy Bindi che poi non ha potuto che ritrattare anche grazie all’intervento dell’ineccepibile Bersani..
Su questo io penso che dobbiamo riflettere: secondo me la Bindi ha perso un occasione per stare zitta, nel senso che le sue parole sono del tutto inappropriate se non addirittura giustificatrici dell’atto violento terminando poi con un irridente:”Il premier non faccia la vittima”..cose dell’altro Mondo…se “il Premier confonde la sovranità popolare con l’immunità” ed in questo è evidente che sbagli, in questo caso si sta confondendo l’etica personale con la condotta politica ,soprattutto in tema di giustizia, deprecabile..
Se il Pdl ha usato la cosa politicamente come dici te, cosa che condivido, la sinistra e parte del Pd ha fatto del tutto per ricordare gli errori politici del Premier anche in una situazione come questa in cui servirebbe unità e concordia mettendo per una volta in secondo piano le vicende politiche..
Sbaglia il Pd, sbaglia il Pdl, sbaglia la sinistra ed il comportamento che ritengo più giusto sia quello di Veltroni, sia quello di Rutelli ( forse il vero Pd), ma anche del Presidente Bersani e del leader centrista Casini…
Se veramente si crede nella politica attuata non si ha paura di “essere ipocriti” , come qualcuno afferma, dando totale solidarietà al Premier perchè si rispetta quella norma etica per la quale “la violenza non è mai una risposta” e non la si può giustificare neanche se vien fatta nei confronti del più acerrimo nemico..
Poi all’interno del campo politico è giusto che ognuno abbia idee proprie e differenti e disponga del massimo delle sue forze per sostenerle ed attuarle…
I siti web sono atti ignobili che non meriterebbero alcun commento, atti di odio puro ed incondizionato che non possono essere giustificati in nessun modo…mi chiedo se stiamo remando tutti nella stessa direzione oppure che nei sotterranei della nostra coscienza si sia contenti di quello che è successo e che se magari la vicenda fosse stata più grave o con effetti irreparabili molti di noi sarebberro stati più contenti…chi per essersi tolti un peso altrimenti inestinguibile, chi per aver tratto da ciò una campagna elettorale imbattibile…
Non è questa la direzione giusta Berlusconi potrà anche passare e prima o poi avverrà…perchè la natura non fa i salti, ma questo modo di fare politca no…odiando le persone si ottiene altro odio e questo è il circolo vizioso in cui stiamo finendo, la politica che nel senso più nobile dovrebbe essere un confronto che spinga nel fare meglio dell’altro si sta rivelando l’esatto contrario: un inesorabile conflitto che tende all’eliminazione del confronto…

Is This The Nation We Created???

Gianluca Popolla

A chi giova???


Cari lettori,

vi scrivo al rientro da una lunga assenza determinata sia dalla mia volontà che dai numerosi impegni che si susseguono di giorno in giorno…

Questo periodo di riflessione mi è servito molto a pensare alla nostra situazione, alla situazione della nostra città ed il risultato è una profonda sfiducia nei confronti di chi dovrebbe garantirci sicurezza e lo sviluppo completo delle nostre potenzialità..

Purtroppo guardandomi intorno non è così e ciò provoca grande dispiacere,  provoca grande dispiacere vedere posto in secondo piano il NOSTRO futuro per favorire il PROPRIO  successo politico;

provoca grande dispiacere essere considerato nemici poichè pensanti, invece di essere considerati delle risorse per la comunità;

provoca grande dispiacere il continuo nascondersi dell’Amministrazione comunale dietro bugie con le quali pensano di metterci a tacere;

provoca grande dispiacere che ogni volta il Quinto Settore rimandi la nostra entrata al Castello e non di meno il sorriso che sotto i baffi accennano i vari dirigenti comunali nel vederci quasi ogni Sabato da due mesi a questa parte nel Palazzo Antonelli;

detto ciò siamo di fronte ad una scelta:

possiamo tacere e far si che tutto ciò continui;

oppure

possiamo farci sentire e dimostrareche al cuore delle nostre azioni c’è la voglia di migliorare la nostra città;

perchè la città è nostra e non solo loro;

perchè dovrebbe essere l’Amministrazione Comunale a disposizione dei cittadini e non il contrario;

PREFERIAMO  CONTRIBUIRE  A METTERE UNA X SUL DEGRADO CECCANESE, NON CI INTERESSA CONVINCERE LE PERSONE A METTERE LA X SUL SIMBOLO DEL NOSTRO PARTITO…

cosa che a quanto pare interessa la maggior parte degli esponenti politici nostrani…

Gianluca Popolla

Le perfette parole di Giorgio Napolitano – L’Acme della Crisi


In un’intervista rilasciata al Tg2 sull’attentato al Premier Silvio Berlusconi, Giorgio Napolitano è riuscito nella difficile impresa che oggi, da solo, volevo impormi: cercare di dire la mia su questo fatto; Il nostro Presidente dice al giornalista Mario Orfeo:

Dopo quello che è accaduto ieri sera a Milano sono costretto a ripeterlo. E’ stato aggredito e ferito il Presidente del Consiglio, e anche se risulterà essersi trattato del gesto di uno squilibrato dobbiamo esserne tutti egualmente allarmati. E quando dico tutti intendo tutti gli italiani che credono nella democrazia e che vogliono veder garantita nel nostro paese una pacifica convivenza civile. Dunque il senso delle mie dichiarazioni di ieri sera è: impediamo subito, risolutamente, che rinascano forme di violenza che l’Italia, in un passato non lontano, ha già conosciuto e duramente pagato.

Il mio appello è rivolto a tutti in nome di un dovere di imparzialità che io ho sempre rispettato e sono deciso a rispettare. E in questo momento davvero non ha senso che gli uni diano le colpe agli altri per il clima che si è creato. La verità è che se si ha un senso della comune responsabilità, si deve tornare a un normale, civile confronto tra le diverse parti politiche e tra le diverse istituzioni. Bisogna rispettarsi reciprocamente. Bisogna misurare le parole, dovunque si parli, pesare i giudizi e non estremizzarli. Si parli nelle piazze, si parli nei congressi di partito, si parli alla televisione.
Faccia ciascuno la sua parte, e resti nei limiti del proprio ruolo. Il paese deve essere governato serenamente, per vedere affrontati i suoi tanti problemi. All’opposizione tocca, ed è una funzione essenziale in un sistema democratico, controllare, criticare, proporre, con tenacia, in un Parlamento che come dice la Costituzione è eletto per cinque anni. Non si alimentino tensioni né, da una parte, cercando scorciatoie, né, dall’altra parte, vedendo complotti anziché riconoscere dissensi.
Ripeto: ciascuno faccia la sua parte, restando nei limiti del proprio ruolo, che sono fissati in Costituzione: la politica, e dunque il governo, l’opposizione; la giustizia, e dunque gli organi preposti all’attività giudiziaria.

Un uomo della levatura politica di Giorgio Napolitano è riuscito ad individuare la chiave di volta della questione; basta con le condanne e gli urli, si al dialogo: una regola bella quanto inutilizzata nell’universo politico italiano.

Non posso non esimermi da giudizi di merito: se guardo al PD vedo un Bersani diverso dal Bersani di qualche anno fa, pronto a parlare di incostituzionalità del Lodo Alfano senza bollarlo come “una porcata”,  vedo un partito dai toni finalmente bassi, come aveva profetizzato Veltroni. E dall’altra parte?

Vedo un leader sfacciatamente anticostituzionale che ha messo la politica al suo servizio e che, mentre prova a far entrare nella sua corte lo Stato Italiano , non disdegna di raccontare agli Italiani una favola da gusto retrò: chi mi contraddice dice bugie!-

La Magistratura prova a resistere ad “un leone che è pronto a graffiare” come lo ha definito il portavoce Bonaiuti ma viene bollata come di parte e gli Italiani ci credono fino ad arrivare all’assurdo che sia diffusa l’idea distorta secondo cui le Istituzioni sono tutte una cazzata, convertibili con facilità in fumo impotente, sempre alle calcagna degli onesti e dei giusti.

Potrei dire altro, potrei dire che mi fanno schifo le agiografie che mi tocca non solo leggere sui giornali che compro di mia volontà ( Vedi l’articolo di cronaca sul Corriere in cui vengono descritte scene degne di un film), ma devo trovarmi sulla Televisione di Stato una condanna ormai perenne ( e per questo inascoltata) a Di Pietro, accompagnata da molti, giustissimi atti di solidariietà al Premier, senza che nessuno si occupi di capire il gesto!!! Mentro tutti sono pronti a porre alla nostra attenzione i terribili Gruppi di Facebook!! Svegliamoci gente, non permettiamo, o almeno io non lo farò, di farci raccontare balle gonfiate ad arte. Il dualismo delle opinioni della maggioranza mostra tutta la sua base decadente nelle dichiarazioni di Bonaiuti, che come ho detto, recita il suo panegirico, contrapposte a quelle del Dottor Zangrillo, medico del Premier, che parla di effetti ben più gravi del previsto su un uomo che ( anche se spesso lo dimentichiamo) ha più di settan’anni.

Dov’è la verità? Sparita.

Un’altra cosa non mi è chiara, una cosa che sembra sott’intesa nei tanti servizi che ho visto questa sera: a quanto pare l’aggressore, Massimo Tartaglia, è sia un pazzo da manicomio, sia un sicario della sinistra pagato chissà quanti rubli dalla nomenklatura del Cremlino. La verità? Ancora latitante.

Può essere che solo io in Italia mi chiedo il perchè di questo gesto??? Rifletto sulle sue conseguenze??? Evidentemente la maggioranza, non vuole capire che questa volta dissimulare tutto con le solite parole, i soliti gesti, è una mossa controproducente. Un uomo attenta alla vita di un Premier ( dopo qualche ora infatti Maroni ci ha illuminati dicendo ” Ha rischiato di essere ucciso”) e tutti ci preoccupiamo di buttarla sul faceto, su facebook, sulla pazzia dell’attentatore;

anzi,

non finisce qui perchè la maggioranza ha colto l’occasione per l’estremo gesto di eleganza: iniziare a sfruttare politicamente la cosa; non solo quello che era prima un buffetto dato con amore, diventa contemporaneamente una sventagliata di kalashnikoff, ma c’è chi come la Gelmini, in un angolino della terza pagina del Corriere coglie l’occasione di dire la sua rispondendo alla domanda :

Diceva che non si possono più accettare le contestazioni?

“Si.Penso ci voglia un disegno di legge che sanzioni in maniera decisa certi comportamenti. E’ impensabile che non si possa più svolgere una manifestazione.”

Ci prepariamo al peggio.

Mi scuso di avervi pesantemente annoiato ma ci tenevo a farlo, il mio è uno sfogo che attendeva da tempo.

                                                                  Giovanni Proietta

                                     Orgoglioso di essere nato in un paese dove c’è la

                                     libertà di pensiero e di dissenso; dove non c’è

                                   la libertà di dire quello che si vuole sul Capo dello Stato

                                    sulla Costituzione, sulla Giustizia, dove c’è la possibilità

                                 (basta volerlo) di non essere presi in giro

Storia d’Italia: anche Dante, Petrarca, Leopardi, San Francesco, Verdi, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Giordano Bruno, Garibaldi, Mazzini


Buongiorno….mi permetto di rispondere e di intromettermi nella discussione. Io penso Alessandro che l’Italia ggi come oggi nn deve difendere niente da nessuno in quanto mi sembra di vivere in un Paese abbastanza democratico se per democrazia si intende non poter usufruire di una libera informazione attraverso i media, non poter processare più i politici mafiosi ecc… Io penso che l’Italia non deve combattere il ragazzo musulmano che chiede di togliere dalla sua aula un crecifisso che la maggior parte d noi italiani cattolici non sa neanche cm è fatto o cosa significa la sila sul crocifisso impressa ma deve combattere ben altre cose più importanti di un simbolo che di certo non esprime la no nostra librtà di pensiero. La libertà di pensiero è ben altra cosa, la libertà di pensiero è anche chiamare un crocifisso “croc-infisso” ad esempio, la libertà di pensiero è anche il non voler vedere simboli religiosi che permettimi non identificano una nazione o un Paese laico…laico. Vedi la nostra stoia non sono le Crociate o almeno a me non piace ricordare la storia italiana sotto quel profilo perchè se condaniamo la guerra santa musulmana allora condanniamo anche le crociate per cortesia almeno per onestà intellettuale. La nostra storia non è il papa che vuole in crocifisso, che vieta i preservativi in Africa, che si schiera contro gli omosessuali considerandoli degenerati e quindi violando anche il loro essere persone… la nostra storia per fortuna non è questa. La nostra storia si basa su personaggi illustri come Dante, Petrarca, Leopardi, San Francesco, Verdi, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Giordano Bruno, Garibaldi, Mazzini… (scusate se passo da un periodo storico all’altro).
Vedi Alessandro io sono cristiana cattolica, poco praticante perchè nn credo nella Chiesa come istituzione, come macchina che vuole spegnere le coscienze critiche di quelle poche persone rimaste in grado di ragionare (ma questo è un mio mero pensiero), ma credo fortemente in Dio e penso che Gesù di Nazareth non “Gesù di Roma” (ecco perchè dico che il crocifisso non è la nostra storia o peggio ancora la storia della nostra nazione) sia il finito che si incrocia con l’infinito quindi pensa un pò quanto valore abbia per me questo personaggio se così lo vogliamo chiamare. Io ho un quadro in legno molto grande nella mia cameretta e ogni volta che vi entro lo guardo, lo contemplo… tutto ciò lo faccio per me, perchè sn io che ho bisogo di Cristo di sentirlo vicino a me, non lo faccio per far vedere che sono cattolica non serve a nulla credimi. Per me o il crocifisso in aula c’è o non c’è non mi cambia la vita, Dio è ovunque e se lo ami e credi in lui non ci sono simboli che tengano. Se fossi al governo proporrei di togliere qualsiasi simbolo per lasciare spazio alla creatività degli alunni e degli writers sulle pareti della aule oppure di mettere tutti i simboli religiosi:il crocifisso, il candelabro a sette bracci e così via..o tutti o nessuno perchè secondo l’art.8 della Costituzione “tutte le confessioni relgiose sono egualmete libere davanti alla legge”. E poi in ultimo vorrei rispondere al fatto che tu dici che il crocifisso è la storia della nostra nazione ma a me non sembra affatto, Gesù si è battuto ed è morto per il prossimo per noi, amava i poveri, i lebbrosi “i diversi”, i ladri, gli assassini, gli esseri umani in generale ora la domanda qui sorge spontanea dove erano il crocifisso e Gesù quando dall’Italia partivano i vagoni piombati pieni di persone mandate a morire chissà in quale campo di concentramento??? Io la risposta vorrei tanto darla ma sarebbe un mio pensiero e dato che dobbiamo difendere come detto la libertà di pensiero voglio dirlo. Il crocifisso e Gesù non c’erano, non esistevano perchè se solo una persona si fosse accorta che stavano morendo degli innocenti delle persone degli esseri umani che Gesù aveva detto di amare sicuramente tutto ciò non sarebbe mai accaduto ma evidentemente la storia della nostra nazione come la storia di altre nazioni non è il crocifisso nè Gesù nè il Cattolicesimo nè il Cristianesimo ma le barbarie che ogni giorno da quando l’uomo ha messo piede sulla terra fino ad oggi 09/12/2009 sono state compiute… Per suggellare il mio discorso la frase più adatta è “sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo” (Uomo del mio tempo, Salvatore Quasimodo), per cui non nascondiamoci dietro un crocifisso cerchiamo invece di osservare e di viviere nella realtà per quello che è senza idealizzare nulla.
Natascia Pizzuti

Una risposta al mio Croc-infisso


mi presento sono alessandro frequento il IIIE, volevo commentare il tuo articolo dicendo che hai ragione sul fatto che solo adesso si parla di crocefisso in quanto la sua privazione,quindi la nostra non libertà di pensiero,ha suscitato tra gli studenti accesi diverbi che hanno interessato me,in prima persona,quando in campagna elettorale ho deciso di discutere questo tema! penso che per parlare di tradizioni c’è bisogno di una storia,una storia che nella nostra nazione ha sempre considerato la religione come qualcosa di essenziale. è innutile citare le leggi ,le regole e le battaglie che l’ITALIA ha dovuto subire per difendere le nostra terra e la nostra religione che non può essere esclusa dai nostri valori. io non voglio rinunciare a quello in cui credo e a quello in cui i miei antenati hanno sepre creduto! CROC-INFISSO come dici tu! se la pensi così mi permetto di dirti che sbagli e che un futuro migliore si costruisce sugli errori e sulle cose buone fatte in passato e non credo che difemdere la religone sia un errore! se non credi ,il crocifisso non dovrebbe darti problemi! è un immagine che per chi non crede non dovrebbe suscitare nessuna emozione e quindi nessun problema dovrebbe sorgere riguardo ciò! allora mi viene da pensare che la religione è solo un pretesto e forse solo l’inizio per segnare la fine di quello in cui crediamo!!!! ne lliceo ormai molte classi hanno appeso il crocefisso e io mi batterò insieme al mio gruppo di ragazzi che la pensano come me per fare in modo che questo simbolo non venga escluso dalla nostra vita quotidiana! ti saluto con un grande abbraccio

alessandro sorrentino

La mia risposta:

La mia critica è su base logica più che su base culturale; se per uno che non crede, come hai detto, il crocifisso non vale più niente e se così è (ma questa è solo una mia considerazione) per la maggiorparte degli italiani, cattolici finti e non, allora qual’è il senso di tenerlo in classe. Tutto qua. Tu sei stato coraggioso a fare la scelta della difesa di quel simbolo, non mi troverai d’accordo, ma oggi è più coraggioso rifugiarsi dietro un ateismo strisciante che credere in una religione.

Penso di stupirti se ti dico che sono credente, che sono cristiano, ma è così, il problema è che quando guardo alla Storia dell’ITALIA e della Chiesa ci sono pagine che proprio non condivido, il Fascismo, la Mafia, l’Inquisizione, la persecuzione degli intellettuali, momenti storici che mi insegnano a diffidare da chi mi dice di avere tutta la verità, a chi propone la sua idea come dominante ed unica; credo che la democrazia sia proprio il trionfo dell’impossibilità di proporre agli altri verità infuse e che la sua figlia più ilustre sia la libertà di pensiero, una libertà che è tutelata ahiVoi, solo dalla laicità. La libertà di dire Si o No al Crocifisso…..non quella di dire forse e lasciarlo nelle classi come l’ultimo residuo di uno Stato Confessionale che, di certo non per colpa mia, non è più principale nella vita degli uomini, anzi ne occupa, una sempre più piccola parte …personale.

                                                                     Giovanni Proietta 

“La democrazia nasce quando i poveri dopo aver riportata vittoria, ammazzano alcuni avversari…. e dividono con i rimanenti, a condizione di parità, il governo e le cariche pubbliche” Platone – e voi?