Radiografia di un comune: intervista ad Angelino Loffredi, un protagonista del passato, per capire il futuro.


Lei è stato sindaco di Ceccano dall’81’ all’85, ora è segretario del PdCI, autore di  “Radiografia di un comune”, un opuscolo che confronta la Ceccano di ieri con quella di oggi.

Il suo lavoro è un lavoro abbastanza “statistico”, con un capitolo  appunto “Conoscere gli amministratori”: una lunga lista di nomi.

Il suo libro è dedicato a tutti quei ceccanesi che non riescono ad orientarsi , non riconoscendo più gli Amministratori; in questa ignoranza, non vede forse già un falimento della politica anche nella mancata sollecitazione di un impegno civile dei  cittadini?

 

Io vedo una grave crisi della politica,  che si manifesta sia con il disimpegno  di chi vuole fare politica ma anche con il trascinamento negativo di chi vorrebbe impegnarsi in  attività nell’ambito civile

 

Spostiamoci sui partiti, perché, secondo lei, il ruolo politico ma soprattutto sociale, dei Partiti, è venuto a mancare?

 

Perché hanno rinunciato al compito specifico assegnato dalla Costituzione, quello di essere i rappresentanti diretti degli interessi dei cittadini. Non vogliono svolgere fino in fondo questo compito-dovere. Ci sono moltissime motivazioni: a cominciare dalla rinuncia ad essere partiti di massa….

 

…Interclassisti…                                      

 

No, di più, essere “partito di massa ” significava e significherebbe, per ogni partito, dover cercare di raccogliere nel proprio seno la più ampia parte dei cittadini, non solo dal punto di vista dei tesserati, ma anche dal punto di vista della vicinanza, della quotidianità dell’impegno oltre che nella elaborazione del programma e della politica culturale…

Partito di massa significa discutere, impegnarsi e selezionare il  propria gruppo dirigente.

Nel dopoguerra i Partiti erano completamente diversi, erano antagonisti, però tutti avevano questa vocazione: avviare alla politica attiva il più grande numero di cittadini possibile.

Vedo questa scomparsa come un arretramento della democrazia, anzi una minaccia per le libertà conquistate. L’auspicio che faccio è quello di partire da questo minimo comune denominatore.

 

Lei però dice che la forma partito è in crisi essa stessa. E’ difficile dare una risposta alla domanda “Quale sarà la prossima forma per fare politica?” ma non crede che sia l’ora di un ritorno al passato?

 

Non si può ritornare al passato. La nostalgia sarebbe una debolezza  Il partito deve essere un punto d’incontro, non va avanti solamente perché ha sezioni, circoli o club. Deve essere anche un punto di elaborazione programmatica da aggiornare periodicamente. Poi ci sono gli strumenti dell’agire politico. Oggi bisogna coniugare gli strumenti del passato che ancora possono essere ritenuti utili, quali le assemblee,  il volantinaggio ed il rapporto diretto con i cittadini e gli strumenti nuovi, che sono indubbiamente la televisione, la stampa, le grandi vie informatiche anche se, molto spesso, ci si rimette solo alla stampa ed alla televisione. Questi ultimi debbono essere strumenti e non possono essere il contenuto. Quando parlo di contenuto mi riferisco alla necessità di individuare quali sono i ceti, i settori, vorrei dire le classi di riferimento ed i conseguenti interventi da chiedere.

 

Spostandoci sull’ambito più storico della Storia di Ceccano, il quadro che emerge dal suo opuscolo è un quadro fatto anche di affetto verso una politica del passato più lontano. Qual è la figura politica a Ceccano che l’ha più affascinata?

 

Io non sono uno che insegue Santi e santini., non vado alla ricerca del Mito. Ritengo sia doveroso riconoscere ad una serie di persone quello che hanno fatto per Ceccano, e mi riferisco prima di tutto ai Sindaci, appartenenti a diversi partiti che non sono ricordati nemmeno con il nome di una strada.

Ci sono state persone che hanno dedicato la loro vita e la loro esistenza per far crescere questo paese. Ho dedicato il libro a Vincenzo Bovieri (il primo sindaco di Ceccano nel dopoguerra), nei confronti del quale nutro stima e riconoscenza per quello che ha fatto , per l’esempio di onestà che ha assicurato a questo paese, ma sarebbe ingeneroso dimenticare coloro che hanno dedicato il tempo quotidiano per migliorare  Ceccano

 

Non si improvvisa la politica…

 

No, non si improvvisava…

 

Lei accenna  nel suo libro ad un personaggio importante della storia di Ceccano, Francesco Battista, che per 41 anni (dal 1952 al 93) ha partecipato all’attività comunale. Parla anche di consiglieri comunali molto preparati in una Ceccano che era “l’Università della politica”, insomma vedo venir fuori tanta stima per tutti. Era una città che sembra essere molto distante dalla Ceccano di oggi. Come mai si è finiti così?

 

Le cause sono molteplici: internazionali, nazionali, non nascono dentro Ceccano perché  la circolazione delle idee, l’affermazione dei costumi sono qualcosa di dirompente, non c’è un’autarchia che possa proteggerci da questo terremoto proveniente dall’esterno. Pensiamo all’affermazione dell’individualismo, del successo a scapito del valore della solidarietà,

La vicenda di Tangentopoli è una vicenda triste, dolorosa. Non è stata una invenzione o un complotto della Magistratura. Poteva essere una occasione per correggere  e intervenire, per ricuperare ed affermare  uno spirito pubblico, di serietà.. I partiti non hanno avuto la capacità di avviare una fase autocritica, perché quello poteva essere il momento di cambiare.

 

Tornando al particolare dall’universale: nella sua analisi sono convinto che si sarà fatto qualche domanda sui ceccanesi, quali sono i pregi ed i difetti dei ceccanesi?

 

Non mi piacciono le generalizzazioni, i ceccanesi sono stati negli anni 60 e 70’ quelli che hanno portato le assemblee nelle scuole della Provincia di Frosinone, i ceccanesi sono stati quelli che hanno portato il sindacato nelle fabbriche, gli edili  ceccanesi sono stai quelli che hanno costruito le case a Roma, coloro che partecipavano alle grandi lotte sindacali, pendolari che viaggiavano su treni scomodi (un eufemismo) ma che avevano il pregio di ritornare a casa leggendo sui treni il giornale Paese Sera che permetteva loro di acquisire un forte spirito critico. Questo posso dire dei ceccanesi… Certo ora la situazione non è più la stessa.

 

Un ultima domanda allora : Come vede il futuro di Ceccano?

 

Io non lo vedo  bene. Se si riferisce alle vicende dell’amministrazione comunale la situazione si aggroviglia sempre di più. I gruppi consiliari perdono di coesione . Ma ancora di più mi preoccupa  la “disgregazione interpersonale”, la  litigiosità fra i cittadini che aumenta, le avversioni, l’irrazionalità che c’è. Penso con preoccupazione non al fatto che i ragazzi si divertano ma che si divertano male, che alla fine del divertimento ci sia più infelicità di prima. Tutto questo si colloca in un contesto dominato dalla crescita delle disuguaglianze e dalla mancanza di prospettiva per le giovani generazioni.

 

                                                                        Intervistato da

                                                                       Giovanni Proietta

I reticoli cristallini della politica


Cari lettori,

parto da uno spunto datomi dall’amico Giovanni per delineare, in maniera esplicita e spero piu’ chiara, del mio pensiero a riguardo della politica che caratterizza la nostra quotidianita’.

Per prima cosa non credo che per migliorarci serva un cambiamento della classe politica, bensi’ serve un modo di intendere la politica diversamente separandoci da una specie di blocco mentale che ci tiene fissi sulle nostre posizioni senza possibilita’ che il dialogo porti variazioni alla nostra indagine , che pertanto non e’ piu’ razionale, ma diviene una pura esposizione del proprio pensiero.

Molte troppe volte sia a livello comunale che statale abbiamo visto lo svolgersi di “partite” all’ultimo sangue tra i partiti dei due schieramenti, che molto spesso assetati di potere o vogliosi di mantenere le loro cariche istituzionali hanno pensato di accusarsi vicendevolmente e mettere in evidenza l’uno dell’altro le mancanze e gli errori.

Da questa individuazione degli errori pero’ non e’ quasi mai scaturita un’analisi profonda delle problematiche da risolvere poiche’ le due squadre erano troppo preoccupate a contendersi la vittoria…non capendo mai che “la partita politica” deve avere un unico vincitore : i cittadini tutti…

Quello che volevo intendere nello scorso articolo in cui forse non sono stato tanto capito e’ che noi giovani di eta’ e d’animo(lo ripeto di nuovo) non dobbiamo cristallizzarci in quel reticolo, complesso ed immobile, della politica quotidiana.

Dobbiamo filtrare cio’ che ci viene detto e, soprattutto quando discutiamo tra noi, non dobbiamo insultarci o scontrarci per differenze politiche, perche’ tutti noi siamo alla ricerca dello stesso fine, perche’ tutti noi possiamo imparare da chi ci sta di fronte ed allo stesso tempo insegnargli qualcosa, rifiutiamoci di seguire la politica “degli slogan” e priva di contenuti, delle leggi ad personam e degli attacchi personali, entrambe le cose sono sbagliate ed in futuro dobbiamo evitare che esse accadano…

Noi giovani siamo la speranza per un futuro migliore,
noi giovani siamo “la prima generazione a poter cambiare le cose”,
noi giovani dobbiamo darci un futuro e darlo ai nostri figli con il massimo dei nostri sforzi,
noi giovani siamo veramente”gli artefici del nostro destino”…

NON SPRECHIAMO QUESTE POSSIBILITA’…

Gianluca Popolla

La risposta che aspettavo, grazie – di Alessandro del Vescovo


Intro di GP:

Faccio una brevissima presentazione e ringrazio Alessandro delle sue parole. Ha perfettamente capito, almeno lui, il senso del mio discorso e con il suo intervento lo ha completato con il finale sulla scarsa comunicazione a scuola tra ragazzi e rappresentanti, di una soluzione si può cominciare a parlare.

Prima devo puntualizzare delle cose per correttezza:

1)Le assenze ai Consigli d’Istituto sono emerse nella discussione sabato mattina ed io, è vero, le ho usate un po’ da “vetrina” senza tanto documentarmi, ero un po’ inc…. e ho scritto violentemente. Rendo atto ai nostri rappresentanti

2) Voglio difendere Fernando Marini!!!

Come ho già detto le decisioni che avevate preso tra di voi sono affari vostri, io non me ne interesso,

Non voglio la “gogna mediatica” per Fernando ( come in parte sta succedendo) perchè quella si che la ritengo moralista; Fernando è un ragazzo eccezionale capace di molto e non lo dico per “ricomprarmelo”, lo dico perchè penso che abbia delle doti di comunicatore non indifferenti;

ha sbagliato forse, ma non siamo noi a doverlo giudicare,

Non è un capro espiatorio!!!

Errare è umano e al posto suo potevamo esserci in molti, evitiamo di essere noi stessi poco umani.

 3) per il fatto che manchi comunicazione è tremendamente vero ma questo tuo intervento mi fa capir che la voglia di confrontarsi c’è e questa, aggiunta ad un pizzico di autocritica (che ti rende davvero onore) è la ricetta giusta per migliorare le cose…al Liceo ci sono teste pensanti.

 

“””Per concludere vorrei dirvi una cosa che molti non sanno, una cosa che è emersa nelle discussioni: a quanto pare nessuno dei tre rappresentanti che abbiamo ha mai partecipato ad una riunione del Consiglio d’Istituto, ci tenevo a ricordarvelo.””” Questi Scoop da vetrina si possono pure risparmiare , o almeno correggerli siccome almeno a 3 riunioni i rappresentanti sono stati presenti. In una fu presente fernando e nelle altre due io e mondin. Quello che hai detto nel post è assolutamente vero e giusto , l’organizzazione è stato uno schifo , anche se da una parte io e mondin siamo giustificati per il semplice motivo che eravamo in gita e che l’influenza ha contagiato anche noi poichè abbiamo pernottato in un hotel in cui la polvere assumeva forme geometriche di strano tipo per quanta era spessa. Il caro fernando è stato uno vero scanzafatiche e allo stesso tempo confusionario poichè il 2 maggio era solamente assemblea e non festa della musica , la quale sarà programmata intorno al 20 di maggio. Io personalmente porgerò le mie scuse agli studenti del liceo per non aver avvisato della mia assenza. Per il resto posso definirmi un rappresentante d’istituto quasi pessimo , ma nei panni del mio pseudo-menefreghismo mi sorgono un paio di domande che vorrei fare agli studenti 1- Vi lamentate delle assemblee gestite male e della scelta dei temi da affrontare , perchè non venite allora a dare suggerimenti o vostre idee a noi o al vice preside pietro alviti?I rappresentanti sono più che altro il megafono che dà voce a voi studenti , ed un megafono senza pile non funziona.. 2- Tutte queste lamentele si scatenano solo durante le assemblee? Il vociferio della palestra è il concime che fà sbocciare le vostre critiche?Venite a parlarci personalmente e provvederemo 3- I rappresentanti hanno malamente o poco svolto i propri doveri , pare però che questo modo di fare non abbia pesato a nessuno fino all’assemblea di sabato , tutto questo tempo per far funzionare le sinapsi?Noi siamo quì veniteci a parlare , noi siamo il cemento che tiene saldo voi che siete i “mattoni” , ma quì più che mattoni vedo sabbia che si sgretola..e non si ci attacca niente con la sabbia. Ringrazio per lo spazio concesso , e al di là delle critiche negative non posso certo metter in dubbio che il signor Proietta è stato abbastanza schietto e sincero da far riflettere qualcuno, per questo stimo la sua spontaneità e il suo mettersi in gioco al di là delle critiche. Cordiali Saluti Alessandro Del Vescovo

Lettera aperta a tutti…


E’ normale che, dopo aver detto certe cose alcuni mi voltino le spalle, specialmente dopo la bomba che ho lanciato. Mi sembra però ingiusto essere trattato male come se mi si voglia punire delle mie idee, io ho solo detto quello che penso.

“Un po’ irruento però”-forse. Il mio articolo sarà sembrato a molti distruttivo quando invece voleva essere assolutamente costruttivo. Non crediate che non mi accorga della gente che parlotta alle mie spalle, che non mi saluta più, io non devo vergognarmi di quello che penso; anzi, se emarginate chi vi dice il suo pensiero allora cominciate a ringrazire chi vi riempie di belle bugie e vi fa andare avanti senza cambiare.
Non ho niente da insegnare a voi rappresentanti, ma credo che la mia esperienza personale possa aiutarvi in questo momento.
L’anno scorso, quand’ero rappresentante, ho ricevuto da subito una valanga di critiche, sia serie che stupide, che a volte mi hanno fatto pensare “ma chi me lo fa fare?”oppure “sno uno stupido e non so fare niente”, poi però col senno di poi, mi sono reso conto che tante critiche non solo erano giuste ma anche utili per il mio cammino, per crescere e migliorarmi. Crescere non è facile e se tutti ti dicono che sei bravissimo cominci a credere anche tu di esserlo, senza mai metterti in discussione. La vita è una scelta continua e chi si espone (anche politicamente) deve avere il coraggio di mettersi in gioco, tenendo conto di rappresaglie e dissensi.

Se in ogni cosa che facciamo non ci poniamo un obiettivo allora tanto vale fare tutto a caso, tanto per farlo.

Esiste un modo per confrontarsi e quello è parlare, discutere, di sicuro i gesti sono più adatti ai bambini che ancora non sanno usare le parole. Invece di parlottare discutiamo, fatemi capire dove ho sbagliato? Tutti.

E soprattutto: Perchè avete preso sul personale questa cosa?

Io queste cose almeno le ho dette, molti invece le pensano e preferiscono darvi il loro appoggio per amicizia.

Ma qual’è l’amicizia che si basa sulla bugia?

L’imperfettissimo Giovanni Proietta, il primo a sbagliare…
Esigo una risposta.

La vecchia storia poco attuata de “i giovani che cambiano il mondo”


Cari lettori,

vi scrivo dopo lo sfogo di Giovanni sul blog, sfogo dettato solamente dalla passione che ogni giorno lo accompagna nel compiere attivita’ extra-scolastiche come questa che seppur non assegnano crediti per il cosi’ tanto temuto esame di stato, assegnano crediti in un meno temuto ma nettamente piu’ difficile percorso che e’ quello della vita…

Sfogo che e’ emerso dopo tanti discorsi, tante parole, frasi, sempre le stesse, le stesse dannate parole che per quante volte pronunciate perdono di significato e lasciano nel profondo del cuore un senso di impotenza e rassegnazione nei confronti di una generazione che per quanto parli di anti-conformismo e voglia detenere il primato della moralita’ si ritrova con l’avere in mano solo falsi valori che mai emergono in un qualcosa di serio.

Troppo semplice ricollegarsi all’esempio gia’ esplicitato da Giovanni ovvero quello dei nostri Rappresentanti d’Istituto, troppo semplice dire che per quanto vogliamo essere diversi e migliori ci ritroviamo ad essere iscritti nei partiti giovanili del PD e del PDL, oppure trascendiamo la politica andando a finire in ancestrali estremismi quali movimenti di destra e di sinistra.

                                                                                      PD;PDL etc, etc, ?

Nessun problema ma almeno non si dica di voler cambiare le cose e non si arrivi alle soliti demagogie pre-adolescenziali per la quali: “tutta la politica e’ sbagliata”, “tutti i politici agiscono per interessi personali”,”non mi riconosco nella politica attuale”….

Constatazione l’ultima su cui non si avrebbe da ridire niente se non che poi ritorniamo, noi giovani, a ridividerci secondo gli attuali schemi politici, appoggiando i capi della politica e muovendoci come burattini sotto di loro e per loro…

Ebbene cari amici siamo proprio noi con il disinteresse verso cio’ che ci circonda(FIUME SACCO IN PRIMIS, SCUOLA IN PRIMIS ETC,ETC,) a permettere l’escalation dei famosi della politica,anzi dei “famosi” che con la politica a volte hanno poco a che fare; siamo proprio noi a scannarci per decisioni politiche statali discutendo a lungo sulla moralita’ o meno dei fatti e poi ci facciamo uccidere dall’inquinamento del territorio o permettiamo che nella nostra scuola,come successo 2 anni fa, si faccia lezione con termosifoni non funzionanti senza che nessuno fiati….

Me li ricordo bene quei giorni: nel “nuovo edificio” gia’ da un mese inaugurato, con la baldanzosa presentazione al Sindaco Ciotoli, i termosifoni non erano funzionanti e benche’ io e Giovanni provammo ad organizzare uno sciopero questo non fu mai fatto per motivazioni del tipo:”Piove”,”Ho l’interrogazione/compito in classe”,”Non sciopero perche’ da noi tanto funzionano”; oppure persone ancora piu’ “furbe” che rimasero a casa…

Ok, continuate a fare le vostre interrogazioni mentre i nostri diritti vengono calpestati, fatevi fermare dalla pioggia, tacete come avete sempre fatto e come ancora farete, continuate a dire di essere rivoluzionari…

FORSE NON AVETE ANCORA CAPITO CHE L’UNICO ANTI-CONFORMISMO AL MONDO DI OGGI E’ IL CONFORMISMO ALLE LEGGI ED AI PRINCIPI….

                                                                                           Gianluca Popolla

Cronaca di una morte annunciata o, per alcuni, le prediche di un giovane veccho rompi


Oggi al Liceo è successa una cosa che non mi piace, di cui parlerò. Io non sono un superuomo, nè un fatidico salvatore della patria, sono solo un cittadino della scuola che chiede ai suoi rappresentanti di fare il loro lavoro, cercando di dare un consiglio, non minacciando come avrebbe ragione di fare.
Detto questo vorrei parlarvi di molte cose che al Liceo non si sanno e che mi sono tenuto dentro per il mio vizio terribile di essere “l’amico di tutti”. No, oggi no, oggi sarò l’amico dell’impegno civile, uno di quelli che ancora crede in due modi nettamente diversi di fare le cose: buttarcisi dentro, rischiare di sbagliare, prendersi gli insulti a testa bassa e tentare, se non di cambiare le cose, perlomeno di fare il proprio lavoro con coscienza; oppure farsi gli affari propri, che pure è giusto.
Si da il caso che l’impegno civile è figlio proprio della prima scuola di pensiero. Sacrificare il proprio tempo, le proprie energie, perchè tutto vada per il giusto verso, non è di certo facile, tant’è che il nostro sistema democratico, a scuola, ci permette di delegare qualcuno che ne sia capace al posto nostro. Qualcuno che, dal momento in cui viene eletto, deve rendere conto a tutta la scuola del suo operato, data la sua responsabilità immane. Qualcuno che non deve aver capito bene questo passaggio dato che stamattina non era presente ad un assemblea d’Istituto che non aveva organizzato.
Stamattina un gruppo numeroso di fessi, è andato a scuola e ha trovato il nulla; i furbi hanno sempre la meglio. Così dovrei sentirmi un cretino?
Se è cretino chi ha ancora un qualche interesse per la scuola e i suoi “abitanti”, allora io sono in capo alla fila e mi rode molto se vedo che proprio chi dovrebbe occuparsi di noi studenti se ne frega.
Non voglio entrare nel merito, dire “E’ colpa di questo, è colpa di quello”, le vostre posizioni in merito a questa storia non mi interessano, anzi spero che le risolviate tra di voi; io sono sono un cretino che viene a scuola e si aspetta la sua fetta di democrazia. Cosa trova stamattina?
Niente, e questo mi fa andare tremendamente in bestia, perchè significa che la furbizia ha vinto sull’onestà, significa che è passato il messaggio che è “Bello e bravo” chi non fa un cazzo e prende incarichi che non porta a termine (il che sembra essere terribilmente di moda), e un vero rompi, uno che si attacca a queste cavolate.
Non è una cavolata, è una questione serissima, che oltre a farmi riflettere su certe scelte, mi fa riflettere anche su una parte del Liceo.
Giustamente Gianluca oggi mi ha detto una cosa molto saggia, che spero di parafrasare correttamente; in sintesi intendeva dire che molti ragazzi, come è stato evidente, sono stati a casa in un’assemblea senza appello.
Il tarlo di questa e altre frasi ha cominciato a scavare dentro di me ed ora mi sento di darti una risposta completa.
E’ vero, hai ragione, ma se un ragazzo qualsiasi del Liceo non viene all’Assemblea, può essere colpevolizzato limitatamente alla sua posizione. Se il rappresentante di quel ragazzo si permette di calpestare le persone che l’hanno eletto, come è successo oggi, allora io mi chiedo dove andremo a finire.
Proclamo che, da domani, tutti gli studenti, non vadano più a scuola, che tutti i medici stiano in panciolle a casa loro, propongo una grande festa dove tutti fanno quello che vogliono, che ne dite?
“Ognuno fa quello che vuole” che mondo perfetto eh?
ANARCHIA!!!!

Sfondiamo le vetrine, non facciamo più niente, al diavolo le regole, i doveri , la morale. Un mondo così forse piace a qualcuno, a me no; pertanto non posso nemmeno pensare ad un mondo nel quale è un mito chi non fa il suo dovere, mi fa schifo e lo condanno.
Per concludere vorrei dirvi una cosa che molti non sanno, una cosa che è emersa nelle discussioni: a quanto pare nessuno dei tre rappresentanti che abbiamo ha mai partecipato ad una riunione del Consiglio d’Istituto, ci tenevo a ricordarvelo.

“Meditate gente, meditate”

Qualcuno ora storcerà il naso e sicuramente penserà “Che gran rompicoglioni che è Giovanni! Ma non poteva stare zitto?”
No, non posso, quello che è successo oggi mi fa schifo ed è un disonore per la scuola e per il mondo che costruiremo. Un mondo nel quale io dimenticherò qualche chilo di cemento nelle fondamenta…faccio come mi pare… qualcun’altro firmerà distratto i permessi per costruire (gran rottura anche quelli eh?) e l’edificio ci cadrà addosso, anche su di noi che abbiamo fatto il nostro dovere ed io non ci sto, non è giusto!!

Incazzato abbastanza
Giovanni “Il rompi” Proietta

P.S: Questa questione non è personale, ci tengo  a dirlo, anzi dovrebbe coinvolgere tutti, le persone sono una cosa, i loro comportamenti politici un’altra, chiaro?

Passando dopo un po’ con la macchina davanti al Liceo ho visto una scena che dovrebbe far rabbrividire qualcuno: alcuni ragazzi hanno dovuto aspettare il loro autobus dopo un giorno di scuola che potevano, anche loro, comodamente evitare, io mi vergognerei in primis davanti a queste persone, che si sono fatte un viaggio inutile e non sono potute tornare a casa subito dopo la non assemblea.

Esigo delle scuse nei confronti di questi come di tutti gli altri liceali fessi, anche se non crediate che queste parole vi redimino dalle vostre colpe, assolutamente…