Ancora riflessioni


La mia mente non ci pensa proprio a fermarsi di fronte a questa tragedia, mi ha fatto riflettere sul mio passato a scuola; senza voler entrare nel merito della vicenda di Federico, io mi sono fatto delle domande sul tema del suicidio. Questa idea può diventare pericolsamente vicina in un’epoca della vita nella quale si è in contrasto per eccellenza, alla continua ricerca di un equilibrio che non c’è, sotto mille occhi che ci guardano, in un mondo che ci fa sentire ultimi e dimenticati da tutto.

Un periodo difficile, l’adolescenza, almeno per me e per molti altri anche se qualche tempo fa mi sembrava che certe persone intorno a me avessero sempre avuto una sicurezza incredibile. Non è così, solo oggi capisco che dietro la faccia da capo-branco (mi scuso per il termine rozzo), del più bello, del più simpatico, c’è un “lato oscuro” come oggi l’ha chiamato qualcuno, che non ci è dato di conoscere.

La rabbia nei confronti della società, per quanto mi riguarda c’è sempre stata ed è bellissimo poter fare questo outing ora, che ritengo di aver raggiunto un equilibrio maggiore. Sfogliando le poesie di un mio non troppo remoto passato non è difficile farsi un idea diversa di me, forse sono proprio cresciuto, comunque sono cambiato, chissà…

Mi facevano schifo tante cose che mi fanno schifo ancora adesso, altri sentimenti erano invece dettati dalla condizione in cui vivevo.  Oggi si è parlato di “autostima”, non credo che sia questa la chiave di lettura del problema, almeno per quanto mi riguarda. L’autostima viene da dentro di te (nel quale tu non credi ), la stima invece, viene dagli altri ed è come se desse importanza alla tua posizione. Vero è, però, che non c’è stima se non c’è autostima, ma, secondo me, è altrettanto vero che le due cose sono coordinate e non subordinate.

Scusate se parlo difficile, provo solo a ragionare….Tornando a noi, credo che il fulcro della riconquista del mondo e di se stessi sia convogliare la rabbia che si ha in un canale positivo,giorno dopo giorno, in un percorso fatto di molte sofferenze ma di sicuro successo, almeno per me è stato così.

“Vedere tutto, tollerare molto, correggere una cosa alla volta”

                                                                                        Giovanni Proietta

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