non scholae sed vitae discimus


“Non scholae sed vitae discimus” ovvero “non impariamo per la scuola ma per la vita”,questo e’ uno dei tanti e saggi aforismi latini che mi accompagnano nel mio percorso scolastico: nell’ardua prova di saperlo a pieno attuare  mi stupisco di come tutto cio’ sia  stato detto circa 2000 anni fa da uno dei piu’ grandi autori latini:trattasi di Lucio Anneo Seneca.

Non che mi stupisca il fatto che a dirlo sia stato il grande Seneca data la sua innata maestria nell’arte della conoscenza umana, bensi’ mi stupisce il fatto che a 2000 anni di distanza ancora non lo si riesca a capire e ad assimilare alla nostra cultura,alle nostre coscienze.

L’errore non e’ solo di un gruppo o di qualcuno in modo specifico ma di certo e’ ripartita tra le varie componenti scolastiche, sempre con le dovute eccezioni, sempre non facendo di tutta l’erba un fascio.

Quindi e’ inutile dire la colpa e’ tutta dell’uno o dell’altro ma credo sia piu’ giusto e costruttivo analizzare le colpe di ognuno di noi (scuola) dal primo all’ultimo, dal meno responsabile al piu’ responsabile.

Innegabile e’ che il sistema scolastico nel quale ogni giorno partecipiamo abbia in parte rimosso l’insegnamento del buon Seneca seppure questo venga studiato ed analizzato in modo preciso nel programma scolastico: e’ proprio questo il punto noi tocchiamo gli autori, le nozioni, tutto cio’ che studiamo ma quasi mai ne cogliamo i veri significati, i veri insegnamenti,cio’ che tutte queste cose ci vogliono far capire.

Un esempio e’ lo stesso Seneca che magari si conosce  in modo “ottimo” ma poi l’atto di studiarlo viene considerato un semplice mezzo per arrivare al voto: il voto diventa il fine ed invece il nostro fine dovrebbe essere lo studio e la consequenziale conoscenza, conoscenza che non sta nel sapere a memoria, conoscenza che non sta nel prendere 8 all’interrogazione o 100 e lode all’esame di stato, conoscenza che sta nell’agire secondo determinata coscienza e nell’acquisire quegli insegnamenti che hanno come “solo”scopo il saper vivere.

Allora tutto semplice e chiaro la colpa e’ la nostra e da domani proveremo a cambiare mentalita’ e tutto sara’ diverso, cambiera’…..e invece no le radici del problema sono piu’ profonde e si trovano in parte del corpo insegnante (inutile puntualizzare che il discorso e’ facilmente generalizzabile): essi consistono nell’adempimento di programmi spropositati e inadeguati ed inoltre nella spasmodica necessita’ di riempire le caselle dei registri con dei numeri…eccolo il problema i numeri…

Quest’anno con il trimestre (ora parlo della nostra scuola) c’e’ stato a ridosso delle vacanze natalizie un afflusso, notevole ed ingiustificato in alcuni casi, di compiti in classe con casi di quattro-cinque compiti in classe nell’ultima settimana e due record da guinness dei primati 4 compiti in classe in 6 ore…ed un compito in classe che e’ stato fatto durante le  due ore dell’assemblea d’istituto…per non parlare delle  interrogazioni al rientro delle vacanze che in modo inspiegabile sono alcune valide per il trimestre ed altre per il pentamestre…

Davanti a tutto questo ci si deve fermare e chiedersi: la conoscenza dov’e’ ? E’ possibile che per dei numeri (giusto che ci siano poiche’ utili alla valutazione) la conoscenza debba essere messa in secondo piano, e’ giusto che per dover assegnare a noi dei numeri si debba giungere a tutto questo, potra’ questo sistema scolastico contribuire alla nostra formazione, potranno programmi pesanti come macigni insegnarci a vivere e soprattutto a studiare per vivere?…sinceramente penso di no e credo che occorra a tutti un “esame di coscienza quotidiano” come scrive nel “De Ira” lo stesso Seneca…

Per finire a  tutti quei ragazzi che non si sentono a pieno valorizzati dalla scuola dico:”Non scholae sed vitae discimus”

Gianluca Popolla

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2 thoughts on “non scholae sed vitae discimus

  1. In realtà il grande Lucio Anneo Seneca, nella epistola CVI delle sue famose Epistulae morales ad Lucilium, rovesciava il concetto: “Non vitae sed scholae discimus”!
    In ogni caso giù il cappello per tutti gli insegnanti che giorno dopo giorno sanno inculcare nella mente di un giovane che non si studia per la scuola ma per la vita.
    Vale.
    haffner

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