Prostituire il silenzio ma non le idee, per un voto


Prostituirsi per un voto, ecco il mea culpa che faccio da studente, confesso di aver pensato in passato (ed ora sono ancora di questa idea) che, siccome nel mondo nel quale andrò a vivere sarà più importante il percorso scolastico che ho fatto della cultura che effettivamente possiedo, oppure, e ciò è fantascientifico, di quello che sono ( e mi intristisce molto dover riconoscere che questa lezione l’ho appresa proprio nel mondo della scuola); il mio obiettivo era studiare a testa bassa, facendomi molte domande, sì, ma non potendo pronunciare molti miei ragionamenti, che dovevo e dovrò continuare a tenere per me. Perchè?
Perchè se le mie idee influiscono sul voto, tutto questo edificio cade ed è così che  mi ritrovo a dover ingoiare una quantità enorme di rospi.
Come ho già scritto nel titolo, io prostituisco il mio silenzio, ma le mie idee no, quelle mai; ed è per questo che se qualcuno si permette di difendere le proprie, con armi ben più potenti delle mie, anche io mi prendo la libertà di difendere le mie idee, anche se non ho scudi e sarò evidentemente distrutto.
Io credo che oggi, nell’Aula Magna del Liceo, ci sia stato uno di quei momenti straordinari, che talvolta il Liceo ci regala, degni di essere elevati, ad uno dei motivi che mi fa alzare la mattina e venire in questa scuola.

Sappiate, comunque, che alcuni pensano che molte iniziative della scuola siano inutili, ed è lecito che lo pensino, anzi talvolta riscontrano anche il mio appoggio, ma permettete allora, che sia lecito anche difendere certe manifestazioni, come quella di oggi, non vi pare? O pensate che solo il  parere di qualcuno possa essere elevato a principio legislatore del mondo?
“Io non ci sto” direbbe un famoso politico italiano, e sono solo queste le parole che voglio e posso dire, altrimenti che prostituzione sarebbe?
Voglio solo ringraziare gli ex alunni del Liceo per questa straordinaria occasione d’incontro poichè il loro parere, nella sua unicità, si è rivelato utilissimo per contribuire ( e sottolineo contribuire) a farsi un’idea sul mondo dell’Università. I vostri pareri, coadiuvati da incontri di orienatmento, nel mese di febbraio, inizieranno a schiarirmi le idee, anche se in parte già da soli lo hanno fatto.
Parlare con persone ormai professioniste (quindi già laureate), ci ha invece aiutato a problemi inerenti la difficile tematica del lavoro.
Non era richiesta la puntualità di un docente universitario e sarebbe assurdo pensare di pretendere questo, ma nella vita, credo, si possa davvero imparare da tutti, nessuno escluso.

Anche perchè dimenticarsi del parere altrui, mi sembra perlomeno controverso, un po’ come dimenticarsi di se stessi, di quello che si è stato o si potrebbe essere.

“Chi ha orecchi per intendere intenda” citazione impropria, qualcuno penserà, peccato, non sempre si può accontentare tutti

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