Quanto pesa un voto?


Oggi pomeriggio, gli incontri con i genitori mi ha proposto una riflessione che sento di dover riportare, perchè mi è stata molto di aiuto. Parlo della veridicità delle valutazioni che i Prof ci affibiano e della qualità dei saperi che ci vengono dati a scuola. So già che questo punto attirerà fischi, voglio quindi approfittare per rassicurare tutti i miei lettori più maliziosi, sul fatto che non si tratterà di un intervento di protesta blanda, che butterà fango sulla scuola solo perchè non amo stare seduto e sentire quello che viene detto dentro un’aula solo per il suo nome ed il ruolo istituzionale che ricopre. Le motivazioni che mi spingono a questo mutamento di prospettiva sono altre, io mi chiedo, principalmente, quanto quello che ci viene insegnato sia obiettivamente riconosciuto come necessario, e in secondo luogo, quanto possa essere sacrosanta la verità assoluta che esce dalla bocca di un insegnante soltanto perchè tale. E’ su questo ultimo punto che voglio soffermarmi.
Nel momento in cui siamo valutati, viene espresso un parere da una persona che ne capisce più di noi in materia; tutto ciò che appesantisce questo tipo di giudizio invalida il voto.
Non cadrò nel facile tranello di fare un inutile j’accuse, voglio solo ribadire che se ci accorgiamo che il voto non è un’entità pura esso per noi non deve avere valore. Noi studenti, sappiamo sempre qual’è il nostro valore e intorno al quarto ( o perlomeno per me è stato così ) riusciamo anche a prevedere con precisione assoluta come sarà valutato, e questo solo ci deve bastare.
Io sono contento per un bel voto, deluso per uno cattivo, ma relativamente, ovvero nella misura in cui, esso è solo un parere, magari migliore del mio, magari anche peggiore o sbagliato.
Pochi sono i professori che ho incontrato durante il cammino e mi hanno valutato per quello che sono e per quello che faccio.
Ora mi sono spinto troppo oltre e credo che neanchè un finale politically correct possa redimermi dall’essere criticato, comunque voglio ricordare che sbaglia, chi tra noi studenti, usa teorie simili a questa per svincolarsi da interrogazioni e compiti oppure per lavarsi le mani davanti all’incapacità della scuola. 

Studiare sempre e comunque alla lunga paga, ed è importante continuare a farlo anche se ciò che è scritto sul registro non ti rappresenta, anzi spesso è una scelta doverosa, una rivincita sociale necessaria,.
Kant parlava di dovere per dovere, io da indegno discepolo di studiare per studiare, senza che un voto ci possa ostacolare, senza che il parere negativo degli altri possa influire su di noi; ci sarà sempre qualcuno che per motivi diversi, ostacolerà il nostro cammino, ma dobbiamo imparare a difenderci e proseguire sulla nostra via a testa alta, sicuri del nostro valore

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