La morte del buon senso – L’inizio delle vacanze, un’ammissione di fallimento


Stamattina al Liceo, intorno alle ore 8, si sono svolti i tristi funerali del buon senso; il feretro è uscito dalla scuola portato in spalla da alcuni professori, perchè?
Perchè oggi, mentre credevo che solo due classi del Liceo sarebbero entrate alle 8 e non avrebbero partecipato regolarmente all’assemblea ( il chè già è un fatto abominevole ), mi sono informato presso fonti attendibili che il 20 dicembre è stato, invece, per molti un giorno di “ordinaria follia”, nel quale compiti, interrogazioni e verifiche varie, si sono svolte come se niente fosse.
Capita talvolta tra di noi, che qualcuno si assenti alle verifiche, più o meno furbescamente, e si ritrovi a dover essere interrogato nei limiti del possibile, prendendosi le doverose sgridate degli insegnanti, per carità, ma quando invece un prof si riduce all’ultimo giorno ( per altro non proprio effettivo) per svolgere il suo lavoro, dovremmo tutti stare zitti e mandare giù il boccone? Non credo proprio. Mi sembra ingiusto che nessuno ne parli, è una vergogna che deve ricoprire i colpevoli.
Ora so che si alzeranno orde di accuse nei miei confronti ma d’altronde i fatti contrastano palesemente con le teorie di questi maghi dell’ultim’ora.
Ci viene insegnato che ridursi all’ultimo è sbagliato, che è bene organizzarsi anche in vista della nostra vita in futuro, non vi pare che in questa occasione il bue dica cornuto all’asino?
In molti diranno no al trimestre per questa disastrosa esperienza, ma lo faranno così come hanno detto sì, ovvero senza cognizione di causa, senza sapere le maniere, diverse tra loro, nelle quali dovranno, o avrebbero, dovuto organizzare il loro lavoro. So anche che non è facile e non voglio fare la figura dell’asinus in cathedra, mi permetto solo di dirvi che la gestione di questo tempo è stata orrenda e ne abbiamo risentito noi tutti…alunni.

Comincio seriamente a chiedermi se per qualche persona dentro la scuola io non sia che un numero,anche se spero di sbagliarmi.

Andando a vedere sul mio diario dell’anno scorso ho letto che in questi tre mesi (ottobre, novembre e dicembre), avevo gli stessi voti che ho ora, la stessa quantità, gli stessi compiti in classe, le stesse interrogazioni. Mi chiedo allora dove sia il problema, il motivo di contendere e non trovo una relazione, fatevi delle domande, anzi, come dice il mio amico Gianluca e non solo ” Meditate genti, meditate”, io il mio esame di coscienza me lo sono fatto: non ho fatto autogestione e sono stato assente 5 giorni in tutto, è un po’ stupido tentare di difendersi, ora, vero?

Per quanto mi riguarda una nota positiva in tutto questo l’ho trovata nelle scuse della nostra Prof di Matematica, e qualcuno diceva che solo i grandi uomini sanno chiedere scusa, ebbene sembrerà strano, ma io la ringrazio immensamente di queste parole, poichè si comincia sempre dalle basi per tentare di costruire qualcosa. Le vacanze si prospettano l’immagine sputata di questo trimestre, ovvero delle pseudo vacanze, con dei compiti assegnati quasi grotteschi, chi ha orecchi per intendere intenda, anche se so che non intenderà. Voglio solo ricordare che mi sono sudato questa fine del trimestre e nessuno potrà portarmi via le vacanze, costi quel che costi. Auguri a tutti di Buon Natale…alla prossima

Un’occasione di elogio – L’incontro con Gianluca Masi


17 dicembre, Liceo scientifico di Ceccano, Aula Magna, l’occasione di un elogio a questa formidabile realtà che sa essere il Liceo Scientifico. E’ interessante vedere da studente di una delle prof interessate a questo progetto, quanto sia meraviglioso quello che può nascere dalla comunione di insegnanti e alunni. Da qualche tempo stiamo studiando una branca della scienza nuova, l’astronomia. Sin dall’inizio, è stato evidente in classe un certo interesse alla materia, che ci ha portato in un percorso ( arricchito anche da studi sulla relatività e sulle teorie cosmologiche ) che stiamo integrando e perfezionando grazie all’aiuto di un progetto, segnalatoci dalla nostra prof di scienze, che mi costringe a fare il ruffiano, e ringraziarla per averci assecondato.
Ma la mia missione non era quella di elogiare così, un po’ a caso, questa “offerta formativa”, bensì di farne una cronaca, anche se per ora, non vi sono particolarmente riuscito, sto cominciando a rendermi conto che faccio troppo l’opinionista.

E’ stato un incontro interessante quello che c’è stato oggi con Gianluca Masi, famigerato per aver scoperto l’asteroide che porta il nome del nostro paese. Interessante sotto molti punti di vista: principalmente per la passione di Gianluca tramite la quale tante cose già studiate ci sono apparse come straordinarie; arricchite dai tipici aneddoti che rendono la scienza una materia quasi divertente. Paragonare l’Universo in espansione ad un panettone, raccontare di astronomi cinesi del 1054 ed usare sempre la giusta dose di ironia, sono state sono alcune delle carte vincenti dell’astronomo nostro conterraneo, che ha saputo, in un viaggio dalla Terra all’Universo, attirare quasi magneticamente l’attenzione di un uditorio spesso annoiato da noiose conferenze.
Interessante discorso, in una cornice di foto eccezionali, meravigliosi quadri d’autore dell’Universo.
Un racconto appassionato che si è concluso con una partecipata discussione sulla finitudine dell’Universo ed ha proposto altri infiniti spunti di riflessione, coadiuvati da qualche breve ma puntuale citazione filosofica.

E’ solo l’inizio di un progetto che permetterà ad alcuni alunni del Liceo di studiare una stella variabile, in sintesi, un progetto che, per ora, promette davvero bene.

Collegamenti interessanti:

Il sito dell’Osservatorio Astronomico di Ceccano – http://virtualtelescope.bellatrixobservatory.org/osservatorio.html

Il sito dell’Osservatorio astronomico di Campo Catino:

http://www.campocatinobservatory.org/

Citazione di Masi e immagini, su un sito realizzato dalla NASA:

http://spacekids.hq.nasa.gov/osskids/orgs/masi.htm

La deriva – Quando la scuola diventa il mercato dei diplomi


Fare la figura del secchione e del razzista non è la mia aspirazione ma se questa sarà l’opinione che vi farete di me da ciò che sto per dire, sappiate che preferisco essere sincero e pensarla con la mia testa piuttosto che essere simpatico a tutti in maniera ipocrita.
L’anno scorso a giugno e a settembre mi sono trovato di fronte ai tanto temuti quadri nei quali, curiosando ho notato, su larga scala, che le bocciature erano state davvero poche,  che molti erano stati rimandati secondo la passata legge Fioroni, della quale sono uno dei sostenitori, e soprattutto, con grande sorpresa, che la stragrande maggioranza aveva superato gli esami di riparazione.
Vi voglio far riflettere, prima di giungere a conclusioni che potrebbero sembrare affrettate, non più da ragazzi ma da adulti.
Un giorno, infatti, vivremo la nostra società da una posizione diversa da quella che abbiamo oggi, nella quale uno studente liceale, almeno per antonomasia, sarà parte integrante della classe dirigente, costituendo quella fascia di professionisti laureati ( ingegneri, medici, insegnanti, avvocati etc.), che svolgeranno le mansioni più delicate della società stessa, poichè più preparati.
Ora siamo contenti di vedere i nostri coetanei al nostro fianco, nel proseguire il corso di studi nonostante le loro lacune, perchè la scuola ci sembra una sorta di isola felice, ma quanto potremo essere contenti di aver costruito (anche incolpevolmente) un mondo di incapaci? E soprattutto, quanto è giusto che chi sia preparato debba essere messo sullo stesso livello di chi non lo è?
E’ sempre più facile far passare un voto alla sufficienza che un voto all’eccellenza, spesso anche per ridicole questioni ideologiche e personali, e questo credo sia sotto gli occhi di tutti.
Qualcuno storcerà il naso ma sono fermamente convinto che anche chi naviga sopra questa onda favorevole ( a lui) possa, ragionando, arrivare alle mie stesse conclusioni.
Mi fermo un attimo perchè credo che da queste pagine stia venendo un’ immagine distorta di me, io non sono un genio, sono solo un ragazzo che vuole che ci siano differenze tra un istituto tecnico ed un liceo e, per questo motivo, chiede un livello di servizi adeguato, tutto qua.
Peccato che questa scuola sembra rispondermi con una politica improntata alla quantità, dove tutti gioiscono del fatto che ci siano stati 135 iscritti in primo, ma pochi si preoccupano dell’abbassamento del reale valore del prodotto scolastico.

Se si vuole che tutti taglino il traguardo insieme ed indistintamente, è naturale che la corsa si faccia più breve, o sbaglio? 
Bisogna puntare sull’eccellenza, è questo lo scopo del Liceo, come tipologia scolastica ed il mio non è razzismo, semmai giustizia; la paura che mi assale, però,  è che questa idea di scuola come mercato del diploma si è impossessata non solo della scena locale ma dell’intero nostro Paese.
La scuola è diventata un posto dove combattere per avere un voto, usare tutti i cavilli possibili, ingannare e raggirare, in maniera molto italiana, tutti gli ostacoli, per arrivare ad una meta che non è la conoscenza ma il pezzo di carta e d’altronde non c’è neanchè da meravigliarsene dato che questa opinione segue i modelli che ci vengono proposti, specialmente dalla scena politica ( inteligenti pauca ).
Ho visto ieri un servizio ed un interessante dibattito nel programma della Bignardi “Invasioni Barbariche” che parlava dei giovani che fuggono all’Estero, tra i quali un architetto che ricordava quanto all’Estero, ci si senta “avvolti da una logica”; ecco questo a me manca, di capire come l’Italia possa andare avanti così, soffocata da questa e mille altre ingiustizie, non ci riesco, purtroppo e ne prevedo il colasso.
Come diceva una famosa canzone di Gaber

“Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”

Quanto pesa un voto?


Oggi pomeriggio, gli incontri con i genitori mi ha proposto una riflessione che sento di dover riportare, perchè mi è stata molto di aiuto. Parlo della veridicità delle valutazioni che i Prof ci affibiano e della qualità dei saperi che ci vengono dati a scuola. So già che questo punto attirerà fischi, voglio quindi approfittare per rassicurare tutti i miei lettori più maliziosi, sul fatto che non si tratterà di un intervento di protesta blanda, che butterà fango sulla scuola solo perchè non amo stare seduto e sentire quello che viene detto dentro un’aula solo per il suo nome ed il ruolo istituzionale che ricopre. Le motivazioni che mi spingono a questo mutamento di prospettiva sono altre, io mi chiedo, principalmente, quanto quello che ci viene insegnato sia obiettivamente riconosciuto come necessario, e in secondo luogo, quanto possa essere sacrosanta la verità assoluta che esce dalla bocca di un insegnante soltanto perchè tale. E’ su questo ultimo punto che voglio soffermarmi.
Nel momento in cui siamo valutati, viene espresso un parere da una persona che ne capisce più di noi in materia; tutto ciò che appesantisce questo tipo di giudizio invalida il voto.
Non cadrò nel facile tranello di fare un inutile j’accuse, voglio solo ribadire che se ci accorgiamo che il voto non è un’entità pura esso per noi non deve avere valore. Noi studenti, sappiamo sempre qual’è il nostro valore e intorno al quarto ( o perlomeno per me è stato così ) riusciamo anche a prevedere con precisione assoluta come sarà valutato, e questo solo ci deve bastare.
Io sono contento per un bel voto, deluso per uno cattivo, ma relativamente, ovvero nella misura in cui, esso è solo un parere, magari migliore del mio, magari anche peggiore o sbagliato.
Pochi sono i professori che ho incontrato durante il cammino e mi hanno valutato per quello che sono e per quello che faccio.
Ora mi sono spinto troppo oltre e credo che neanchè un finale politically correct possa redimermi dall’essere criticato, comunque voglio ricordare che sbaglia, chi tra noi studenti, usa teorie simili a questa per svincolarsi da interrogazioni e compiti oppure per lavarsi le mani davanti all’incapacità della scuola. 

Studiare sempre e comunque alla lunga paga, ed è importante continuare a farlo anche se ciò che è scritto sul registro non ti rappresenta, anzi spesso è una scelta doverosa, una rivincita sociale necessaria,.
Kant parlava di dovere per dovere, io da indegno discepolo di studiare per studiare, senza che un voto ci possa ostacolare, senza che il parere negativo degli altri possa influire su di noi; ci sarà sempre qualcuno che per motivi diversi, ostacolerà il nostro cammino, ma dobbiamo imparare a difenderci e proseguire sulla nostra via a testa alta, sicuri del nostro valore

Quando la scuola cade a pezzi, in tutti i sensi


Molto probabilmente chi, del Liceo, comincerà a leggere questo articolo penserà che si tratti di una cronaca del fatto avvenuto nella giornata di ieri, durante la quale un pezzo della nostra nuovissima scuola, è caduto a terra, ed invece non sarà di questo che parlerò bensì della divisione dei periodi scolastici come deliberata dal Consiglio dei Docenti.
La mia contestazione non vuole assolutamente essere distruttiva, anzi, colgo questo punto per dirvi che la mia posizione è totalmente a favore della divisione attuale (il terribile trimestre), per motivi che non mi sembra opportuno elencare; cercherò invece di proporre una piccola correzione rebus sic stantibus. Dobbiamo imparare, sia noi che i nostri insegnanti, ad adoperare correttamente lo strumento trimestre; mai quanto in questa occasione, invece, si è visto il trionfo della teoria secondo la quale spesso i nostri professori sono, se non peggio, comunque molto simili a noi.
Così come noi ci adagiamo e lasciamo scorrere le spiegazioni attendendo il momento della verifica come una delibera del caso, i nostri professori, non sono stati da meno, se non tutti, alcuni.
Occorrerà sicuramente un bilancio alla fine di questo esperimento nel quale occorrerà guardarsi in faccia con franchezza. Qualche prof si è trovato impreparato, perchè ha affrontato il trimestre, proprio come noi talvolta affrontiamo un’interrogazione già annunciata. Rimandiamo sempre e ci ritroviamo all’ultimo giorno con una mole di lavoro immane che viene svolta, diciamolo, certamente in maniera non approfondita. Ora sto scadendo nel politically correct, lo so, e i pomodori cominciano a sommergermi, ma uso questo éscamotage perchè credo di dover pronunciare un mea culpa profondamente gonfiato, per poter permettermi di criticare.
Tornando al discorso precedente, i prof si ritrovano, loro, ma soprattutto nostro malgrado a fissare verifiche ravvicinate e con estremamente dubbio valore didattico. Come si fa a chiedere ad un centometrista che il suo tempo sarà preso quando avrà superato i mille metri, quando ormai sta per tagliare il traguardo? Mi sembra ridicolo pretendere che il massimo che possa fare sia espresso in quella valutazione, oppure considerarla come se fosse validissima.

Per il passato non si può fare nulla, ma per il futuro sì, credo che questa esperienza sia servita a molti, nostro malgrado, per migliorarsi in futuro ma poichè, come ho detto in precedenza, i prof spesso ci assomigliano e noi siamo duri di comprendonio, per i più accaniti, propongo, cosciente del poco valore di un parere di un ragazzo, dei corsi per imparare a programmare il lavoro, magari corsi paralleli a docenti e ragazzi, tenuti da insegnanti che hanno già adottato questa divisione per alcuni anni, chissà?

Lancio questo sasso con la speranza che qualcuno di buonsenso lo raccolga, anche se, volendo essere sinceri, la vedo molto dura, anche di più che ora, per noi studenti, dato che si preannunciano lavori per le vacanze natalizie davvero estenuanti e privi di qualsiasi logica. Come al solito noi non abbiamo nessun registro nelle nostre mani e spesso non abbiamo alcuna autorità di dire la nostra ma io sono testardo e questa libertà che mi sono dato, non voglio che mi sia tolta,

                                                                                   Intelligenti pauca