L’impegno non va in vacanza. Magari può intorpidirsi un po’, ma ha ragione Gianluca: in una specie di ordinamento delle azioni, lo studiare costituisce la prima, imprescindibile base per costruire la propria Weltanschauung. Ed è da questa parola che dovremmo ripartire, ognuno di noi, per (ri)cominciare a “guardare il mondo” con gli occhi diversi, occhi non più rassegnati all’antico credo del “tutto si ripete”, e occhi pieni dell’idealistico fuoco della gioventù…
Per questo, dopo la parentesi degli esami estivi, torniamo più tristi, e anche più determinati e incazzati a ricordarci la strada per il futuro, una strada che vogliamo e dobbiamo percorrere insieme. Ormai la premessa ci è chiara, e non è più una cosa retorica: abbiamo tutti la consapevolezza che il futuro è davvero nelle nostre mani, e deve partire dai nostri cuori. Da quel che ho percepito in giro, abbiamo delle potenzialità non indifferenti, e sarebbe uno spreco il solo non provarci. I rischi, lo ripeterò sempre, ci sono, ed è bene saperlo da prima. Ma i rischi probabilmente sono come i tabù: come quelli esistono per essere sfatati, i rischi esistono per essere almeno affrontati. Basta averne la forza di volontà, e la condivisione degli ideali e delle volontà aiuta a fare il resto…
M’inserisco dunque nel merito delle tanto chiacchierate primarie PD a Ceccano, di quello che tendo a definire “la scoperta dell’acqua calda”: tanti soggetti politici hanno compreso – e finalmente… – la necessità di un atto di democrazia dal basso, dopo che per anni si sono trastullati con i loro finti scettri, in sottili o evidenti giochi di potere e palleggiandosi le responsabilità delle magagne che hanno ammorbato e avvelenato la nostra città. Alcuni tra questi neo millantatori del domani sono roba vecchia, e dietro la maschera dell’aria nuova e del vento che cambia nascondono l’aria passata di un costume politico che si è evoluto solo per auto conservarsi.
La Storia invece è lì a insegnarci che gli imperi e i regni e ogni tipo di potere politico, dopo aver raggiunto l’apogeo, finiscono sempre per imboccare il viale del tramonto; e sta ai nuovi elementi stabilire se quel viale sarà lungo o corto. La Memoria ci ricorda che il CAMBIAMENTO non è mai venuto dai vecchi; i vecchi sopravvivono per cristallizzarsi e cristallizzare gli spunti nuovi; il cambiamento non viene né da loro, né da chi ha sacrificato la sua gioventù mettendosi nelle loro mani; ma viene da noi giovani. È una questione metastorica, e puramente generazionale: dai vecchi possiamo anche accettare dei consigli, ma non possiamo tollerare di porci sotto la loro ala protettiva, perché ci condanneremmo a non più volare…
E allora, l’invito che sento di rivolgerci a tutti quanti, è di diffidare di certi personaggi politici e/o pubblici
che hanno già ricoperto la poltrona sprofondandoci dentro per compiacenza, e che ora sono lì che ci riprovano, che vogliono rientrare nel giro, che parlano di “rinnovamento”, di “partecipazione” e di tutte le altre belle parole che hanno riempito i grotteschi vocabolari della politica nazionale e locale specie negli ultimi mesi. DIFFIDIAMONE, perché le minestre riscaldate a un certo punto cominciano a sapere di rancido, e magari dentro vi galleggia qualche insolente mosca o qualche amo infido che rischia di farci abboccare e di tenerci sulla graticola; DIFFIDIAMONE, perché spruzzare un po’ di vernice fresca può servire a togliere le chiazze d’umidità e di muffa da un muro, ma non riesce a cancellarle; DIFFIDIAMONE, perché la parola “rinnovamento” non è mai stato sinonimo di “rimpasto” – dentro o fuori la giunta – di “rimescolamento”, di”ri-amalgama” ecc.
Rispolverare certe vecchie lampade, convinti che possa magicamente uscirne fuori un Genio del progresso e della democrazia (salvo poi puntualmente essere smentiti…), è una teoria da Walt Disney; restaurare un vecchio edificio pieno di fascino e di importanza storica, smaltando di nuovo le crepe e spargendo un po’ di dorate speranze, è competenza dei Della Valle di turno; chiamare Eolo e pescare dall’otre dei suoi vènti il turbine d’aria che spazzi via le nebbie di oggi e riporti l’aria pulita, è missione per i poeti del Mito – e, senza ironia, dovrebbe esserlo di qualche buon assessore all’Ambiente, capace di prendere provvedimenti seri e non di auspicare “n’ buch’ n’ pett alla muntagna pu’ fa’ passa l’aria”…
Immaginare un territorio, e impegnarsi per questo, è un nostro sacrosanto incancellabile diritto-dovere. E al dilemma “primarie sì-primarie no”, rispondiamo parafrasando una canzone: PRIMARIE UN… Ai buontemponi e ai salottieri della politica lasciamo la parolina magica da scoprire…
Alessandro Liburdi









Bellissimo articolo!
Da: Riccardo su 16 luglio 2011
alle 22:07