Inserito da: cogitanscribens | 6 febbraio 2010

Buschini: futuro o passato???

Così esordisce il candidato al consiglio regionale Buschini in visita a Ceccano per il suo tour elettorale:«Ceccano è sicuramente una delle città più significative per il nostro territorio su cui dobbiamo investire. È importante sottolineare come nell’ultima campagna elettorale Ceccano sia stata dipinta dal centrodestra come città della morte per la difficile situazione dell’inquinamento, ma, dopo aver vinto le elezioni, lo stesso centrodestra non si è occupato della vicenda. Credo, invece, che un risanamento ambientale sia necessario e possa favorire anche un rilancio industriale». Anche sulla vicenda dell’ospedale cittadino, Buschini difende l’operato del governo regionale uscente: «L’ospedale non è stato chiuso, ma esistono degli impegni che posso confermare per portare nella struttura fabraterna nuovi investimenti e un suo rilancio. L’ospedale ceccanese, infatti, farà parte di un sistema di cui a capo ci sarà il Dea di secondo livello di Frosinone, che aprirà a breve. Ceccano sarà sede di importanti servizi e reparti, come la Tac di nuova generazione. Voglio rassicurare i cittadini che quanto detto diventerà realtà molto presto». Buschini promette grande attenzione anche per la grave crisi occupazionale che ha coinvolto Ceccano, spiegando che «tutti gli sforzi che verranno prodotti dal centrosinistra avranno come obiettivo quello di creare nuova occupazione, mantenendo sempre alta l’attenzione nei confronti di chi ha perso o rischia di perdere il proprio posto di lavoro. Una risorsa importante potrà essere il turismo, per cui, ad esempio, i castelli della città dovranno entrare a far parte in un sistema turistico provinciale, cosa che fino ad ora l’amministrazione provinciale non ha fatto». Sicuramente si tratta di impegni importanti presi da parte del segretario provinciale del Pd. Ora i cittadini, dopo mesi d’incertezza su vicende delicate come quelle dell’ospedale e dell’ambiente, si aspettano risposte concrete, che non sempre sono arrivate dall’amministrazione uscente.

Qualche semplice domanda…

Da quanto tempo c’è l’amministrazione provinciale di centro-destra ??

Per quanto tempo c’è stata l’amministrazione provinciale di centro-sinistra ??

Poi, dal punto di vista regionale e comunale negli ultimi vent’anni quale parte politica ha avuto la maggioranza nei rispettivi consigli??(regionali e comunali)

Promesse o realtà? e se realtà perchè molte situazioni non sono state risolte o non si è provato a risolverle prima dalle amministrazioni di centro-sinistra??

Quelle di Buschini sembrano più parole di circostanza, senza convinzione, di routine…

Ricordiamoci che :

Buschini è lo stesso che all’indomani della vittoria alle elezioni comunali (2007)del centro sinistra affermò: “La vittoria di Ciotoli a Ceccano rimarca due aspetti decisivi: il primo è che il centro-sinistra sa governare e gli elettori glielo riconoscono.Il secondo, incastonato nella realtà provinciale,
è squisitamente politico e conferma la grande forza ed il grande radicamento del centro-sinistra a Ceccano.
Sono soddisfatto dei Ds che ancora una volta dimostrano la propria capacità di aggregazione e di governo della città”.

Buschini: la nuova o la vecchia politica?? il futuro o un passo indietro??

A voi la scelta…

Gianluca Popolla

Profondo restyling per le politiche di governo. Basite le facce di D’Alema, Bersani e Franceschini, uscenti come in processione dal loft Quartier Generale del PD, sconcertati positivamente dalle dichiarazioni incomprensibili del Premier. In un’intervista già celebre concessa ieri dal Premier Silvio Berlusconi ad un parterre di giornalisti da lui convocati a Palazzo Grazioli, sono emerse considerazioni che hanno disorientato il Paese. Già al momento della notizia Ansa che così recitava: “Convocati personalmente dal Premier  a Palazzo  Grazioli per le quattro i giornalisti: Giorgio Bocca, Eugenio Scalfari, Curzio Maltese, Furio Colombo, Sansonetti , Gomez e Marco Travaglio”; si annuncia una “svolta epocale”.

Seduti comodamente sui divani già degni da altri ospiti come lo stesso Berlusconi dirà in seguito, inizia un fiume di confessioni e di decisioni improvvise ed inspiegabili fino al giorno prima. Esordisce il Cavaliere: “Prima di tutto vorrei scusarmi per tutto il fango che vi ho buttato addosso, con l’aiuto delle campagne montate a tavolino insieme a Vittorio Feltri, poi vorrei annunciare che non ricorrerò a nessuna norma  ad personam” Si interrompe rotto dal pianto provocato, forse, da un magico siero della verità e poi prosegue “Non credo che la Magistratura sia di parte e ho sbagliato a condannarla in blocco, tentando di limitare il lavoro che poteva svolgere con una operazione mediatica di facciata per dimostrare l’indimostrabile, lo ammetto, il Processo Breve è un insulto alla Costituzione, ai cittadini, ai magistrati, perché, insieme a tutti i provvedimenti nel campo della Giustizia, sono stati scritti dai miei avvocati con il solo scopo di salvarmi da sanzioni  penali che avrebbero compromesso la mia vita.”

Marco Travaglio, visibilmente scosso, interrompe le sue parole per una domanda; abituati a vederlo nei panni di preciso e pericoloso giornalista sugli scranni di Anno Zero, avremmo tutti in mente una requisitoria degna dell’editorialista del Fatto Quotidiano e invece lo scudiero di Santoro ci stupisce. Cravatta slacciata, fronte madida, mano alzata, pronuncia solo un semplice “Perché?”

Gli occhi di Silvio sono quelli di un uomo che ormai non ha più nulla da perdere, fissa il tappeto mentre risponde dicendo: “Ero in riunione con i capigruppo del PDL per decidere il da farsi qualora non fossero passati i provvedimenti sul processo breve e sul legittimo impedimento quando si alza Cicchitto e butta giù la sua idea, una fuga dall’Italia, per riparare nel protettorato della Libia (“sicurissimo” secondo lui), insomma chiedere l’asilo politico da latitante, come Bettino”

Gelo. Attimi interminabili di pausa. Poi va avanti:

“Il viaggio era pronto e anche la strategia mediatica da manovrare per  farmi sembrare un eroe. Avrei aspettato all’Estero il corso degli eventi, era più sicuro. Ero proprio in questa stanza, stavo per partire quando ho deciso di smetterla e contattarvi. Ecco tutto.”

Incredibili le parole del Premier che ha continuato facendo nomi, date, tirando fuori documenti inediti, buttando giù e ricostruendo almeno gli ultimi trent’anni di Storia italiana, facendo saltare, come birilli, le teste di tutti i capipopolo al soldo dei suoi progetti. Pronta la risposta del governo è arrivata, il Consiglio dei ministri riunito in una seduta straordinaria, ha dichiarato di volere l’”interdizione il prima possibile” per il Premier, onde evitare le dichiarazioni di un uomo “troppo stressato” vittima della “forte pressione che lo circonda da anni”.

“Nel tentativo di isolare le mie dichiarazioni e mettermi  momentaneamente all’angolo, i miei collaboratori hanno fatto male i loro conti, non mi fermo qui” Così esordisce, in risposta ai colonnelli del suo Partito, lo stesso sorridente Berlusconi che siamo abituati a vedere, in un discorso di quindici minuti trasmesso a reti unificate da Rai e da Mediaset, in cui ribadisce i temi dell’intervista, chiede “Scusa” agli Italiani e proclama le sue dimissioni da Capo del Governo e alla guida del Popolo delle Libertà.

Voci di corridoio parlano di un viavai di nomi che gli chiedono di ritrattare le sue affermazioni ed assecondare la linea dell’esaurimento nervoso, ma Silvio rimane ferreo nelle sue posizioni.

Stamattina Schifani, dopo il rifiuto di prendere le redini di un governo  ad interim di Gianfranco Fini, ha dichiarato che non ci saranno elezioni provocando, come è facile osservare in questi giorni, una vera e propria insurrezione popolare degna dei tempi di Mani Pulite.

Scrittori, giornalisti, studiosi, storici, sono impegnati a coniare ogni tipo di definizione per questa bufera di proporzioni inaudite. I programmi di approfondimento politico stanno impazzendo e con l’oro l’Italia.

 Tutti pronti naturalmente all’ultimo discorso del Premier previsto per domani.

 Siamo già nella Terza Repubblica? Lo scopriremo solo vivendo.

                                                                                        John Lilburne

Inserito da: cogitanscribens | 25 gennaio 2010

Residui di speranza giovanile

Vivo in un mondo dove non è ancora vietato sognare, dove credere nelle proprie idee non è una semplice possibilità ma un dovere morale.  Ogni giovane che rifiuta di assistere alla decadenza che ci circonda sta commettendo un peccato irreparabile, un ignavia pericolosa più di quanto lo sia l’assenso o la voglia di combattere. Prendere coscienza dei cambiamenti, studiare ed informarsi, se non per cambiare, almeno per capire non può essere solo un hobby o una passione. Qualcuno potrebbe obiettare che non ha senso capire se non si può neanchè sperare di cambiare, e pessimista quale sono, mi sento di rispondere, a giusto titolo, che non dobbiamo proiettare le nostre previsioni verso il futuro ma verso il presente. Principalmente perchè l’uomo è fallibile, gli mancano i requisiti logici per prevedere esattamente cio che verrà ( per esempio, non è onnisciente), ed in secondo luogo perchè è una tentazione facile quella di affidarsi ad un progetto tanto difficile quanto lontano, anche in senso negativo. Parlare di un apocalisse terrificante o di un paradiso terrestre è pericoloso perchè si perde di vista il presente, ed è quello l’unico momento che abbiamo l’occasione di vivere; naturalmente, per quanto riguarda noi giovani, con un pizzico di interesse in più.

Il presente, putroppo, non è idealizzabile, si costruisce secondo degli ideali. Si tratta del cavallo che cerca la carota davanti al suo naso e, credendo di avvicinarsi ad essa, si muove e sposta materialmente un carretto, lo spinge così come noi dobbiamo spingere questo mondo e questa città.

Certo, il tutto secondo le nostre possibilità, questo è l’inganno dell’oggi, ci siamo noi e il mondo e conta solo quello che facciamo. Insomma siamo limitati ma non ci arrendiamo, perchè crediamo che tutto sia migliorabile e non perfettibile, e lo dimostreremo passo dopo passo, secondo il ritmo e la camminata che il nostro fisico ci permette.

                                                                                              Giovanni Proietta

Inserito da: cogitanscribens | 20 gennaio 2010

Apologia: Da Socrate a Craxi

…Ricordi filosofici…
Apro oggi una rubrica che spero vi piaccia ispirato dal fatto che più mi guardo intorno e più vedo che la realtà a volte, non solo supera la fantasia, ma mi ricorda qualche momento letterario o filosofico che ho incontrato.

Ultimamente, riguardo al decennale della morte della “vittima sacrificale” Bettino Craxi, ex Presidente del Consiglio condannato da un Tribunale per finanziamenti illeciti al suo Partito, non potevo  evitare di raccontarvi la sua storia, in una salsa che, spero, non abbiate ancora assaggiato.

Benedetto Craxi, politico della Milano da bere, negli anni 80’ riesce in un grande e difficile progetto politico che lo porta per quattro anni a sedere sulla poltrona del Presidente del Consiglio, non senza meriti. Schiacciato profeticamente nella terribile triade del CAF (Craxi; Andreotti, allora Ministro degli Esteri e Forlani, vicepresidente) si impone come Presidente, appunto, in un’ardita manovra che lo porta ad essere il primo, in quel ruolo, di area socialista, sfruttando la perenne pretesa della DC di fare qualsiasi cosa per “tenere i comunisti fuori dal governo (secondo i disegni di Donat Cattin). Tiene per una legislatura e un quarto ( per colpa di una “staffetta”) , fa tante cose giuste e tanti errori, perde le elezioni, insomma un politico, ai posteri il giudizio sul suo operato; statista o ladro?semplicemente latitante.

Torniamo alla nostra breve cronistoria, scoppia lo scandalo di Tangentopoli ( i politici che prendono tangenti per qualsiasi tipo di favore), ci finisce in mezzo mezzo Parlamento; in mezzo alla ressa c’è proprio lui, Bettino Craxi, accusato di finanziamento illecito al suo Partito, è il 3 luglio 1992, in piedi dal suo scranno alla Camera, pronuncia un discorso storico, nel quale coinvolge tutto il Parlamento accusando tutti di essere stati finanziati per vie traverse, condannando coraggiosamente un male radicato e inammissibile  della nostra democrazia.

Ma fu vera gloria?

Gli avvisi di garanzia, le condanne, continuano ad arrivare, Craxi avrebbe avuto l’occasione di diventare da eroe del momento qual’era, un martire, un modello  e invece sceglie la via della latitanza per evitare una (forse verissima ma anche presunta) battaglia politico-giudiziaria nei suoi confronti, ritirandosi ad Hammamet in Tunisia.

E l’esempio mi sembra calzante e per questo ve lo propongo per quel poco che mi ricordo proponendovi una trattazione migliore della mia su:

http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/socrate/la-morte-di-socrate/

Un Socrate condannato dal suo Stato per aver corrotto i giovani di Atene si trova di fronte alla scelta: rinunciare alla filosofia, accettare l’esilio, abiurare oppure subire la condanna a morte con la tranquillità della sua forza, della sua battaglia già vinta nella fortuna delle sue parole marchiate sul muro della Storia. Socrate beve la cicuta e muore per le leggi del suo Stato, ma forse muore solo il suo corpo, mentre il suo spirito rimane immortale, campione della giustizia e della verità. Aveva ragione colui che diceva : “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. 

Erano di Paolo Borsellino queste parole, del dimenticato alfiere della giustizia (vedi Socrate) che avrebbe avuto la fortuna di compiere proprio nell’anniversario della morte di Craxi settant’anni. Ed è questa fatale coincidenza che consegna alla memoria storica l’ideale di Giustizia, che come una Araba Fenice mostra due volti per rinascere dalle ceneri di una scelta sbagliata.

Benedetto Craxi Benedetto Craxi detto Bettino (Milano, 24 febbraio 1934Hammamet, 19 gennaio 2000) – Politico.

Paolo Emanuele Borsellino (Palermo, 19 gennaio 1940Palermo, 19 luglio 1992) – un eroe

                                                                        Goiavnni Poreitta

Inserito da: cogitanscribens | 12 gennaio 2010

L’inesistenza dei partiti giovanili di sinistra…

Premetto che per mia opinione,  soprattutto a livello comunale i partiti giovanili non dovrebbero dipendere dai partiti degli adulti…

Cari lettori,

molte volte su questo blog abbiamo parlato di futuro, delle sfide che si dovranno affrontaere e che saranno un crocevia fondamentale per la qualità della nostra vita futura.

Sfide difficili, ignorate da una mentalità vecchia e ben radicata a Ceccano di cui l’emblema è l’Amministrazione Comunale, se non in teoria (ne dubito..) sicuramente nella pratica che ci consegna una città scialba, smorta e che per di più da pochi sentori di risveglio.

Purtroppo c’è una gravissima defezione nel “settore giovanile” della nostra politica: quella dei partiti di sinistra.

Mancanza che non è possibile omettere, mancanza che mi rammarica e rammarica in particolare tutti quei ragazzi di orientamento democratico (Pd o sinistra per capirci) che guardano sconsolati l’immobilità o forse meglio l’impossibilità di movimento, di azione di tali partiti giovanili.

Una mancanza di per sè inaccettabile e che diventa ancor più evidente nella situazione degradata e degradante in cui vige la cittadina ceccanese.

Una mancanza che non può essere assolutamente giustificata con la tipica e cinica argomentazione per la quale, essendo al governo partiti di centro-sinistra, allora i corrispettivi partiti giovanili debbano restare immobili di fronte a tanto scempio.

Anche se i fatti dicono il contrario.

Infatti nonostante l’emergenza che non stiamo e, ripeto, non stiamo affrontando, non è mai partita da loro un’iniziativa per sollecitare il comune a compiere il proprio dovere o comunque una qualsiasi campagna di sensibilizzazione su questioni gravi quanto importanti che ogni giorno colpiscono il nostro territorio e l’orgoglio di volenterosi conterranei.

A questo punto c’è da chiedersi cosa sia più importante  di dire la propria sul proprio futuro, a che pro tacere davanti ai tanti problemi irrisolti di Ceccano?

Può forse essere la promessa di un futuro posto nell’Amministrazione un risarcimento per esonerarsi dal confrontarsi con questi problemi?

E se fosse davvero così, possono ventimila e più persone veder compromesso il proprio futuro per il bene di pochi ?

A parte queste ultime due, spero evidenti, provocazioni è inammissibile privare la nostra comunità di un apporto fondamentale quale quello dei partiti giovanili di sinistra e di tutti quei ragazzi affini al Pd, e pieni di idee per Ceccano, che non si sentono rappresentati nè dall’Amministrazione, nè da tali partiti..

E’ dovere di tali partiti raccogliere idee che possono senz’altro essere vitali per la nostra comunità..(basta cercare..)

La speranza è che siano i giovani esempio per i più grandi e non viceversa…

Ceccano – 27/12/09

Tra le cose pubblicate sul sito del Comune di Ceccano, potete trovare gli auguri che il Sindaco ha indirizzato a Noi Cittadini. Dopo la brutale esperienza nei meandri della burocrazia muta ceccanese, nell’indifferenza generale che ha avvolto la nostra sfortunata quanto giusta battaglia per compiere il sacrosanto dovere civico di tenere pulito il paese che amiamo, ho trovato stonate alcune parole, seppure riferite ad altri contesti, presentio nelle parole di Antonio Ciotoli. Parlando del ritiro degli aumenti retroattivi delle tariffe idriche infatti dice:

Penso di essere stato così interprete, e dunque voce, delle attese e delle richieste della mia cittadinanza [...]

Il mio operato vive e si nutre da sempre della convinzione che il migliore dei propositi sia sempre quello che alla fine si concretizzi nella risoluzione positiva delle esigenze della cittadinanza [...]“.

I conti non tornano, o meglio, tornano se penso a più di tre mesi fa quando, dopo il clamore del nostro gesto, siamo stati accolti in pompa magna nella Sala Consiliare per un dialogo meraviglioso.  E poi? Ai posteri l’ardua sentenza.

Non è nel nostro interesse montare una polemica soprattutto perchè ormai non ci interessano più le parole, i cenni del capo, la disponibilità ostentata, le promesse, le bugie, noi ci interessiamo ad i fatti, ed è un fatto innegabile che un gruppo di Ragazzi con tanta buona volontà, senza il “Mito della Guerra a Ciotoli” (infatti ci terrei a sottolineare che non abbiamo partecipato alla nota Manifestazione del 19 dicembre), hanno imparato ad essere sfiduciati nei confronti del loro futuro, non potendo cambiare praticamente nulla.

Abbiamo gironzolato per mesi in corridoi vuoti, ignari partecipanti ad un pessimo gioco del Nascondino, della delega, del sorriso beffardo di chi pensa di sapere che non combineremo niente.

E invece no, con tutte le porte chiuse un’ultima strategia ci è rimasta e la stiamo mettendo in atto, lentamente, al ritmo che avete dettato voi, quella della sensibilizzazione, come la mattina della Vigilia di Natale, quando un’ironica truppa di Babbi Natale ha distribuito volantini per la città,parlando, ascoltando pareri, senza scoraggiarsi davanti all’indifferenza di qualcuno, distribuendo le nostre parole e facendo un pizzico di servizio pubblico, dato che tra i nostri fogli c’era anche il “Programma del Piano Triennale dei lavori Pubblici 2010-2012″ che tutti potete consultare sul sito del Comune. E non ci arrendiamo, anzi, continuiamo a combattere con i pochi mezzi che abbiamo, tanto per farlo sapere.

                                                                                                         GioP

                                                                                                  Comitato Ceccano Viva

Inserito da: cogitanscribens | 26 dicembre 2009

Buone notizie…

Cari lettori,

il nostro comunicato è stato pubblicato su DgTvOnline ed è per noi un grande successo che ci spinge nel continuare a far sentire la nostra voce nella speranza di un cambiamento della politica e dell’avvicinamento o meglio del riavvicinamento ad essa delle persone deluse dai giochi di potere..

Ecco a voi il link:

http://www.dgtvonline.com/2009/12/manifestazione-davanti-a-castel-sindicifr/

Gianluca   Popolla

Inserito da: cogitanscribens | 23 dicembre 2009

…Anthem-parte2

5settembre 2009-24dicembre 2009

(Vi avevo lasciato col dubbio…è possibile che la politica di una cittadina di circa 25oo0 abitanti possa essere così importante?)

Ma se pensiamo alle persone che ogni giorno muoiono per l’inquinamento del nostro fiume Sacco, alla presenza di sostanze nocive nell’acqua che sgorga dai nostri rubinetti, acqua con la quale cuciniamo, ci laviamo o addirittura beviamo; per non parlare delle discariche a cielo aperto (Castel Sindici e il Parco di Monte Siserno) e di coperture in amianio che nessuno provvede a smantellare.

Adesso, vi sembrano ancora pesanti le mie parole?

Vi sembrano tali parole inopportune ?

Potrei aggiungere il caso Annunziata, ormai un abitudinario del genere, ma di certo la situazione non cambierebbe: essenziale è il concetto.

Pensiamo che quando si parli di politicae si faccia politica non si possa prendere tale impegno alla leggera, inutile dire che quando con lo strumento politico si possano evitare suddette circostanze, queste si debbano evitare: non si può giocare con le vite umane.

Come non si può giocare con noi: dopo tre mesi e svariate visite al Comune, dal V Settore all’Ufficio del Sindaco, nonostante le ripetute promesse dell’Amministrazione siamo ancora qui 24 Dicembre a chiedere il permesso di pulire il viale del Castello e ancora niente.

Bugie, rinvii, promesse e ancora bugie e solo per pulire un vialetto: diamo proprio così fastidio??

Se la risposta è sì vogliamo far sapere che continueremo a darlo…

Forse ci preferiscono alcolizzati, forse ci preferiscono disinteressati, ma per quanto ci riguarda non li accontenteremo.

Gianluca Popolla

Inserito da: cogitanscribens | 22 dicembre 2009

…Anthem-parte 1

5 settembre 2009-24dicembre 2009

(questa è la prima parte di un discorso sulla nostra situazione politica: se vi interessa e volete continuare a leggerlo a breve pubblicherò la seconda parte…)

Forse qualcuno ci preferirebbe alcolizzati o in preda alle facili alquanto labili ed aberranti scelte “della nostra età”, forse qualcuno preferirebbe che in noi ci fosse quel disinteresse tipico della gran parte dei giovani nei confronti di quella politica che non ci appartiene e non si fa neanche nulla per renderla appetibile ai nostri occhi.

Ma non è così.

Sappiamo che le scelte difficili, sebbene siano le più faticose, saranno per noi oggetto di gioia e godimento; sappiamo che la nostra vita non è racchiusa in una bottiglia o in una lattina di 33cl, poichè essa è dentro di noi ed ha un contenitore ben ampio che è la nostra mente, il nostro cuore: la nostra anima.

No, non siamo quei giovani che si disinteressano della politica perchè “tanto tutti i poltici si fanno gli affari loro e noi non ci guadagniamo niente”, perchè sappiamo bene che il nostro futuro e quello dei nostri figli non può non passare per l’esercizio di un diritto/dovere fondamentale: quello di una cittadinanza attiva.

Certo, non si sta facendo nulla per renderci la politica un’amica o almeno una conoscente con cui instaurare quel rapporto dal quale le nostre condizioni di vita dipendono imprescindibilmente.

Forse le mie parole potranno sembrarvi inopportune o addirittura esanti, in fondo si sta parlando delle vicende politiche di un piccolo comune di circa 25000 persone.

FINE  PRIMA PARTE

E’ COSI’ OPPURE NO ???

SE LE PAROLE VI SEMBRANO INOPPORTUNE POTETE EVITARVI LA SECONDA PARTE, ALTRIMENTI BUONA LETTURA!!!

Inserito da: cogitanscribens | 17 dicembre 2009

Consigli di lettura (anche per Gianluca)

Io confesso…di Marco Travaglio…

Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando. Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo.

E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale.

Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore). Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi che dà dei “coglioni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei “golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone.

Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunetta per dire che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”?

Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione. Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli “mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti? Quel diavolo di Peter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi.

Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così. (Il Fatto Quotidiano del 15 Dic. 2009)

http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391124

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