Sul recente caso del Crocifisso nelle scuole che ha scatenato un fiorire di pareri (sempre encomiabile) nel Liceo, mi sono sentito in dovere di esprimere il mio parere riguardo al “simbolo della nostra cultura religiosa e storica”, che secondo alcuni non violerebbe la libertà religiosa di nessuno. Si parla quindi di un’ammissione di fallimento già in partenza.
Che cos’è il Crocifisso?
Un simbolo di cui ci accorgiamo solo quando viene tolto, un simbolo ormai talmente innocuo da dover far riflettere noi tutti, cristiani.
Nella società globalizzata non c’è spazio per il provincialismo, impariamo il valore della laicità che permette a tutte le culture di compenetrarsi o anche solo di convivere e ricordiamoci che è impossibile scindere il valore religioso da quello culturale nel crocifisso ( andiamolo a raccontare ad un ateo che quello è un valore culturale, forse della nostra cultura, non della sua);
a chi poi mi dice che Gesù è il simbolo della libertà, della vita contro la morte, annuisco… da cristiano; nella misura in cui, se fossi musulmano, considererei Maometto il mio Profeta.
Un simbolo di cui, ci terrei a precisare, neanche il nostro Stato tutela il valore culturale dato che fa la sua comparsa in un regolamento amministrativo ( non nella Costituzione), alla pari di gessetti e lavagna; secondo uno stile molto italiano.
Le società chiuse, in conclusione, sono destinate a finire, ad essere sommerse da culture che sanno veramente mantenere i propri valori in vita, non come noi che vogliamo salvare il salvabile, che arriviamo sempre in fuorigioco e pretendiamo di essere sempre stati cristiani. Secondo me l’italiano medio non è affatto cristiano nel vero senso della parola, anzi, quindi se su quella parete deve essere affisso il simbolo di un qualche valore rappresentativo della nostra Patria penso che vada bene la Bandiera…….
Cosa avete capito? No, non la bandiera italiana, tricolore, ma una bandiera pronta a cambiare colore insieme alla sua direzione, non appena il vento tiri dall’altra parte, issata sull’albero maestro della nave dei vincitori, sempre miracolosamente piena.
Di che Italia stiamo parlando? Dell’Italia in cui nessuno è mai stato fascista, nessuno è mai stato democristiano, nessuno è mai stato nulla e i conti sembrano non tornare mai; in cui la colpa è sempre degli altri.
Giovanni Proietta
Alla luce dei risultati delle ultime elezioni liceali, non potevo esimermi dal dire qualche parola, soprattutto ai nuovi rappresentanti dato che li aspetta un anno difficile ma non impossibile, anzi, doverosamente fattibile.
Che cos’è l’ideologia?